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Lavoro

Indagine Eurostat: occupazione agricola in calo

Indagine Eurostat: occupazione agricola in calo
Per l'Istituto di statistica europeo il settore agricolo ha perso il 25% dei posti in nemmeno dieci anni. La crisi è differenziata: il calo del lavoro è inferiore negli Stati fondatori, mentre i redditi tengono di più in alcune Nazioni di recente ingresso.

04 Giugno 2010

Che il settore dell'agricoltura stesse attraversando un periodo di grave crisi strutturale diffusa non è certo una novità.

Secondo una recente indagine di Eurostat (Istituto di Statistica Europeo), nel complesso in Europa l'occupazione agricola è calata del 25% in meno di 10 anni, con perdita di 3,7 milioni di posti di lavoro complessivi.

Molto diversa la crisi attraverso l'Ue
Ciò che però di interessante è emerso dalla ricerca di Eurostat è che la gravità della crisi risulta molto differenziata tra i 27 Paesi membri dell'Ue. E se la flessione è stata più pesante negli Stati entrati a far parte dell'Unione tra il 2004 e il 2007 per quanto riguarda il tasso di occupazione, i ruoli sono invertiti sul fronte dei redditi.

Due terzi dei lavoratori concentrati in soli 5 Paesi
Poco più della metà dei lavoratori attualmente occupati in agricoltura si trova nei 12 nuovi Stati membri (5,8 milioni) dove però si è verificato un calo medio dell'occupazione del 31% contro il 17% dei restanti 15 Paesi (5,4 milioni di addetti). Polonia e Romania restano comunque in testa alla classifica dei 5 Stati con il maggior numero di agricoltori rappresentando ciascuna circa il 20% dell'occupazione complessiva del settore nell'Europa a 27.

L'Italia, andata incontro ad un -36% di occupazione si trova in terza posizione con 1,2 milioni di agricoltori, vale a dire il 10% del totale: la contrazione da noi è stata del 16%. Seguono Spagna e Francia in situazioni molto simili tra loro.

Calo di occupati e conseguente aumento di reddito in alcuni Paesi dell'est
In particolare, il calo nel numero di occupati è stato rispettivamente del 55%, 48% e 43% in Estonia, Bulgaria e Slovacchia. Questi, però, sono anche tra i Paesi in cui la flessione nel numero di occupati è stata seguita da un enorme aumento del reddito pro-capite tra il 2000 e il 2009 arrivando a toccare punte del +140% e +131% nel caso di Estonia e Lettonia.

Tutto questo risulta dallo studio condotto sul periodo 2000-2009. Se si va però a considerare il trend dell'ultimo anno la visione cambia. Paesi come la Danimarca che avevano conosciuto un calo complessivo nei redditi del 46% negli anni precedenti sono riusciti a riprendersi nel corso del 2009 (+4%).

In Italia, purtroppo, la situazione è andata peggiorando nell'ultimo anno e i dati confermano l'urgenza di interventi strutturali a sostegno del settore: si è passati infatti da un -36% di reddito sul periodo 2008-2009 ad un -21% nel solo 2009.

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