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Informativa finanziaria, il Pe vuole semplificare le norme per le microimprese

Informativa finanziaria, il Pe vuole semplificare le norme per le microimprese
Approvata a larga maggioranza la proposta che consentirebbe agli Stati membri di ridurre gli oneri amministrativi.

Vincenzo Zaglio

10 Marzo 2010

Lara Comi

Nome: Lara

Cognome: Comi

Gruppo Parlamentare: PPE

E-mail: lara.comi@europarl.europa.eu

Attività

Tag microimprese

Approvando con 445 voti a favore, 196 contrari e 21 astensioni la relazione di Klaus-Heiner Lehne (Ppe), il Parlamento europeo si è pronunciato sulla proposta di direttiva che consentirebbe agli Stati membri di semplificare gli obblighi in materia di informativa finanziaria a carico delle microimprese. Le modifiche intendono ridurre gli oneri amministrativi, garantendo allo stesso tempo una tutela adeguata e l'informazione delle parti in causa.

Le microimprese, infatti, sono attualmente soggette alle stesse norme che si applicano alle grandi aziende e, col tempo, è emerso che i regolamenti in materia di informativa finanziaria non sono proporzionati alle loro specifiche esigenze contabili e generano oneri finanziari, oltre a ostacolare l'uso efficiente dei capitali a fini di business.

Il raggio d'azione delle microimprese commerciali, secondo il relatore, "è generalmente limitato al mercato regionale e locale e non hanno alcun impatto transfrontaliero sul mercato unico europeo, sarebbe quindi logico non vincolarle al rispetto delle norme sul mercato interno".

La semplificazione sulla redazione dei conti annuali si applicherebbe alle aziende che soddisfano due dei seguenti criteri:

  • bilancio totale inferiore a 500mila euro
  • fatturato netto inferiore a 1 milione di euro e/o media di 10 dipendenti nel corso dell'esercizio in questione.

Per il Parlamento europeo gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di scegliere o meno di esentare le micro-imprese, "tenendo conto in particolare della situazione a livello nazionale riguardante il numero di società" che rientrano in questi criteri.

Per rispondere alle preoccupazioni secondo cui tale esenzione potrebbe ostacolare l'organizzazione interna e ridurre la trasparenza e l'accesso alle informazioni, il Parlamento precisa che sulle microentità dovrebbe continuare a incombere l'obbligo di mantenere registrazioni che indichino le transazioni commerciali e la situazione finanziaria della società "quale criterio minimo", cui gli Stati membri potrebbero aggiungere ulteriori obblighi.

"Per rassicurare le associazioni soprattutto in ambito bancario - commenta Lara Comi, vicepresidente Comissione Mercato Interno e Consumatori - preciso che non si parla di esenzione totale. Non è corretto dire che le microimprese non dovranno presentare nulla e non dovrano tenere una minima contabilità. Ci saranno invece requisiti minimi come ad esempio la registrazione delle transazioni commerciali". In altre parole, la situazione patrimoniale delle microimprese deve rimanere chiara, soprattutto nell'ottica dell'accesso al credito.

Il Parlamento chiede comunque che, nel 2010, venga effettuata una revisione generale della quarta e della settima direttiva sul diritto societario.

 

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