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High Tech & Media

Industria creativa sotto pressione

Invocate misure drastiche contro il download illegale

Invocate misure drastiche contro il download illegale
Maggioranza di parlamentari a favore del rapporto Gallo, che darebbe ai governi il via libera sulla disconnessione degli utenti colti a scaricare illegalmente per tre volte. Ma sull'impatto della pirateria informatica mancano cifre chiare.

Giuseppe Saija

03 Giugno 2010

Le misure europee contro il download illegale di contenuti da Internet potrebbero farsi sempre più drastiche. Con un voto in Commissione giuridica (Juri), 13 deputati contro 8 si sono schierati in favore del cosiddetto rapporto redatto dalla parlamentare francese Marielle Gallo. Tra i punti più controversi e osteggiati dai rappresentanti verdi e socialisti, la cosiddetta politica dei tre strike (o dei tre colpi) che permetterebbe alle autorità nazionali di disconnettere gli utilizzatori colti a scaricare contenuto illegalmente per tre volte.

I fautori di un approccio draconiano al download illegale invocano importanti perdite di lavoro e di volume d'affari nel settore dell'intrattenimento. Secondo uno studio della società di consulenza Tera, contestato però dagli oppositori alla stretta anti-piracy, la pirateria informatica potrebbe comportare perdite nell'ordine dei 240 milioni di euro nell'industria creativa da qui al 2015, con un fortissimo impatto in termini di disoccupazione. Rischierebbero di andar persi, secondo lo studio, oltre un milione di posti di lavoro. Previsioni che però suscitano importanti perplessità da parte di numerosi governi.

La quantificazione dell'impatto del download illegale rimane comunque uno dei nodi più importanti sulla questione. Pur lamentando importanti perdite nel settore, lo stesso rapporto Gallo chiede alla Commissione Europea di quantificare gli effetti del fenomeno a causa dell'attuale mancanza di dati affidabili in materia.

Dopo l'Irlanda, che ha già adottato misure fortemente repressive, Francia e Spagna stanno discutendo in queste settimane dell'adozione di leggi nazionali, ma in entrambi i paesi si attendono chiari segnali da Bruxelles. Proprio da Parlamento e Commissione potrebbero arrivare infatti degli orientamenti quadro in materia, anche se un consenso tra le varie forze politiche sembra in questa fase, ancora lontano.

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