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Produzione
Italia a rischio sanzione sulle quote latte
11 Luglio 2010
Tag agricoltura
L'Unione europea però non ammette rinvii, per questo motivo l'Italia rischia una sanzione sulle quote latte.
L'8 luglio, il commissario europeo Dacian Ciolos ha inviato una lettera per ribadire le intenzione dell'Unione qualora l'emendamento Azzalini dovesse passare anche in parlamento.
In questo caso, l'Ue si vedrebbe costretta a dare il via alla procedura d'infrazione secondo le modalità previste dal Trattato.
Nella sua lettera, Ciolos spiega l'importanza di adempiere a quanto previsto dall'Unione. Infatti, l'approvazione di questo emendamento causerebbe notevoli disagi agli agricoltori i quali verrebbero privati di tutti i vantaggi finanziari di quel piano che consiste nel pagare i prelievi senza interesse su 14 anni invece di pagare il debito in un'unica soluzione.
Inoltre, Ciolos sottolinea che il diritto dell'Unione europea impone all'Italia di assicurare l'effettiva riscossione dei prelievi sulle eccedenze dovuti ai produttori di latte. Sospendere il piano di rateizzazione approvato nel 2009 significherebbe, per l'Italia, essere ancora più distanti dall'adempimento dei suoi obblighi di riscossione ai sensi del diritto europeo.
Questa situazione aggraverebbe le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea lo scorso 26 marzo circa la lentezza con la quale l'Italia opera l'esazione dei prelievi sulle eccedenze che non sono oggetto di rateizzazione.
La posizione dell'attuale ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan è in accordo con l'Unione.
Durante l'audizione alla Commissione Agricoltura della Camera, il ministro ha affermato che le sanzioni devono essere pagate rispettando totalmente l'accordo con l'Unione Europea.
Dopo l'approfondimento effettuato dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), dal Dipartimento Politiche Comunitarie in collaborazione con il Commissario quote latte, non è emerso nessun elemento oggettivo che permetta di concludere che siano stati commessi errori nel calcolo delle multe, né è possibile pensare a rinvii del pagamento della prima parte di rateizzazione prevista dalla Legge 33 o della sesta rata della Legge 119.
È necessario agire conformemente a questa legge in quanto è l'unico modo per risollevare il settore lattiero, caduto in profonda crisi negli ultimi anni, e aumentare il reddito degli operatori che vi lavorano.
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