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Competitività

Italia rimandata in Europa per il debito pubblico

La Commissione europea ha concluso l'esame sugli squilibri macroeconomici, valutando i progressi nel risanamento di bilancio di 17 Paesi membri.

05 Marzo 2014

La Commissione europea ha pubblicato le conclusioni degli esami approfonditi relativi alle economie di 17 Stati membri. Nel documento ha anche valutato i progressi compiuti dagli Stati membri impegnati nella correzione dei disavanzi di bilancio, aggiornando il proprio parere in merito ai documenti programmatici di bilancio dell'anno scorso.

Lo stato attuale
La ripresa economica sta prendendo piede, ma è ancora ostacolata. Una serie di squilibri è comune a diversi Stati membri. Le sfide sono costituite, tra l'altro, da un alto indebitamento estero di talune economie, da avanzi di partite correnti elevati e persistenti che in alcuni paesi rispecchiano una domanda interna debole, dalla competitività di costo per i paesi che in passato registravano i maggiori disavanzi delle partite correnti e quelli che devono fare fronte a forti perdite di quote del mercato delle esportazioni.
Una migliore competitività non legata a fattori di costo è importante per la maggior parte degli Stati membri in esame, come lo è l'impatto della riduzione dell'indebitamento su consumi privati e investimenti.

Anche il focus delle sfide macroeconomiche negli Stati membri si sta gradualmente spostando. I disavanzi delle partite correnti sono stati notevolmente ridimensionati. Ma rimangono irrisolte sfide, tra cui l'impatto della riduzione dell'indebitamento sulla crescita a medio termine, i livelli elevati del debito privato e pubblico nel contesto di un'inflazione particolarmente contenuta, le difficoltà di accesso al credito a costi ragionevoli da parte delle imprese redditizie e gli alti tassi di disoccupazione.

Sul fronte del bilancio, in base alle previsioni più recenti il ritmo medio di aggiustamento nell'Ue e nella zona euro è destinato a rallentare grazie al successo degli sforzi di risanamento compiuti negli ultimi anni.
È però necessario che alcuni Stati membri intensifichino gli interventi di risanamento di bilancio se vogliono raggiungere gli obiettivi di disavanzo.
Secondo le previsioni, sia nell'Ue che nella zona euro, il rapporto debito/Pil nel 2013 è aumentato ma, dopo il picco di quest'anno, dovrebbe iniziare a calare.

Per quanto riguarda i paesi più grandi della zona euro, la Germania dovrebbe orientare le priorità strategiche verso il rafforzamento della domanda interna e della crescita a medio termine, mentre Francia e Italia dovrebbero affrontare gli ostacoli alla crescita a medio termine pur dedicandosi alle riforme strutturali e al risanamento di bilancio; la Spagna dovrebbe proseguire il processo di riduzione ordinata dell'indebitamento e di trasformazione strutturale dell'economia che contribuirà a una crescita sostenibile, oltre ad affrontare le sfide sociali.

La Commissione ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito.
Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi.
L'Italia deve contrastare un debito pubblico molto elevato e una competitività esterna debole.
Entrambi gli aspetti sono ascrivibili al protrarsi di una crescita deludente della produttività e richiedono un intervento urgente e risoluto per ridurre il rischio di effetti negativi per l'economia italiana e per la zona euro.

I paesi che sono oggetto di un programma di aggiustamento (Grecia, Cipro, Portogallo e Romania) non sono coinvolti nella procedura per gli squilibri macroeconomici, in quanto già sottoposti alla sorveglianza prevista dai rispettivi programmi di aggiustamento economico.