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Direttiva Servizi

Concessioni balneari: Comi, fare presto e bene

L'applicazione delle regole dettate dalla direttiva servizi (Bolkenstein) necessita maggiore decisione e rapidità da parte italiana.

06 Aprile 2012

«Sul tema delle concessioni demaniali marittime il governo deve dare risposte in tempi rapidi e offrire certezze alle Pmi che hanno lavorato bene in modo da trovare con urgenza una soluzione legislativa che non danneggi la categoria dei balneari». Lo ha sostenuto Lara Comi in una nota, ricordando anche come il settore in Italia sia costituito da 30 mila aziende, per lo più a carattere familiare, che danno lavoro a 100 mila persone.

Un settore che, appunto, dal 2015, dovrà concepire le assegnazioni in base ai bandi dettati dalla Direttiva Servizi, meglio conosciuta come Bolkestein, e che se non regolamentato per Comi «rischia di essere spazzato via. Teniamo comunque tutte le strade aperte. A cominciare dalla direttiva in materia di appalti proposta dalla Commissione europea cui do la piena disponibilità all'approfondimento».

Incontrando sul tema delle concessioni demaniali i ministri italiani Piero Gnudi (Turismo) ed Enzo Moavero Milanesi (Affari europei), Comi ha avuto la conferma che in merito alla direttiva Bolkestein non si può chiedere la deroga all'Unione europea, specie «dopo che si è appena chiusa positivamente la procedura d'infrazione. I balneari - ha detto Comi - vanno però difesi in quanto la categoria è costituita per lo più da piccole imprese, che la stessa Europa ha individuato come molla per fare ripartire l'economia, e ha inteso tutelarle con lo Small Business Act. L'Italia con più di 7.000 km di costa rappresenta il 35% circa della costa balneabile dell'intero continente europeo. E spiagge significano turismo che contribuisce per il 13% del Pil. L'incertezza del futuro ha determinato uno stallo degli investimenti che rischia di causare problemi alla sicurezza delle coste oltre a svalutare beni, deprimere la qualità dei servizi e innescare una crisi occupazionale».