Retail & Hospitality
Consumatori
Il commercio elettronico Ue è ancora un fenomeno domestico
30 Maggio 2012
Ma anche che i consumatori ancora non possono fare acquisti transfrontalieri con la stessa facilità di quanto li fanno nel loro paese.
L'edizione di primavera esamina l'integrazione del mercato al dettaglio e le condizioni che si offrono ai consumatori sul piano nazionale.
Comprende l'indice delle condizioni per i consumatori calcolato in base alla qualità della normativa che interessa i consumatori e le imprese, all'efficacia della risoluzione delle controversie e della trattazione dei reclami, alla fiducia dei consumatori nelle autorità, nei dettaglianti, nei pubblicitari e nelle organizzazioni dei consumatori, e al grado di fiducia nella sicurezza dei prodotti presenti sul mercato.
Undici paesi sono virtuosi
L'indice 2011 indica che le condizioni per i consumatori sono migliorate per il secondo anno consecutivo dopo l'autunno del 2009.
I consumatori fruiscono di condizioni migliori in Lussemburgo, Regno Unito, Danimarca, Austria, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia e Svezia.
Non c'è un mercato unico digitale
Il Quadro di valutazione indica che, sebbene il commercio elettronico continui a crescere, rimane essenzialmente domestico.
I consumatori sono preoccupati dell'affidabilità dei venditori stranieri.
Serve dunque un'informazione più efficace sulle strutture già attive di consulenza transfrontaliera, sui meccanismi di attuazione della normativa e di riparazione.
Diritti non conosciuti
Soltanto il 12% degli intervistati è stato in grado di rispondere a domande sui loro diritti in quanto consumatori in relazione alle garanzie, ai periodi di ripensamento e all'atteggiamento da tenere se ricevono prodotti che non hanno mai ordinato. Molte imprese non erano a conoscenza dei loro obblighi legali nei confronti dei consumatori.
Ad esempio, soltanto il 27% dei dettaglianti sapeva di quanto tempo dispongono i consumatori per restituire i prodotti difettosi.
Commercio sleale
Le pratiche commerciali illegali continuano ad esistere. Dal 2010 un numero crescente di consumatori e dettaglianti dell'Ue si è imbattuto in pubblicità e offerte fuorvianti e ingannevoli, se non addirittura fraudolente, ed è cresciuto il numero di coloro che hanno ricevuto prodotti che non avevano mai ordinato.
Il testo integrale del Quadro di valutazione si ottiene QUI
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