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Costi energetici
Italia deferita alla Corte di Giustizia per le bollette al polo metallifero sardo
10 Febbraio 2012
Il 23 febbraio 2011 l'Esecutivo comunitario aveva infatti rilevato come le tariffe elettriche preferenziali concesse nel 2004-2005 dall'Italia a Portovesme, Ila e Eurallumina avessero conferito a tali imprese un indebito vantaggio economico sui loro concorrenti, falsando la concorrenza sul mercato interno.
Gli aiuti, finanziati da tutti gli utenti nazionali, secondo la Ue hanno avuto come unico effetto quello di ridurre i costi di funzionamento dei beneficiari e di migliorare la loro posizione concorrenziale, senza promuovere finalità di interesse comune.
La Commissione aveva pertanto ingiunto all'Italia di recuperare immediatamente circa 18 milioni di euro dai beneficiari, ma il nostro Paese sinora non ha mai adempiuto a tale obbligo.
«Per porre rimedio alla distorsione della concorrenza che gli aiuti incompatibili hanno causato nel mercato interno è indispensabile che essi vengano recuperati rapidamente», ha dichiarato Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per la concorrenza.
L'Italia, anche successivamente al 2005, ha concesso ulteriori agevolazioni per l'energia al polo dell'alluminio sardo, che deve fare i conti con un prezzo dell'elettricità notevolmente superiore a quello medio nazionale.
Nonostante i numerosi aiuti, la società americana Alcoa, proprietaria degli impianti, lo scorso gennaio ha annunciato la dismissione della fabbrica di Portovesme. Un simile annuncio era stato dato anche nel 2010, ma allora il Governo decise, con un apposito decreto (il cosiddetto Salva Alcoa, in cui fu inserita anche un'importante norma sul fotovoltaico), l'abbattimento dei costi dell'elettricità per le grandi aziende energivore di Sardegna e Sicilia fino a tutto il 2012. Al termine del triennio la Ue dovrebbe avviare una verifica per l'eventuale conferma del provvedimento.
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