Building, Energy & Environment
Pareri
Kroes: la sostenibilità si ciba di Ict
03 Maggio 2012
Tag competitività, consumatori
La vicepresidente della Commissione europea con delega all'Agenda Digitale ha attirato l'attenzione su tre fattori su cui l'Ict può agire positivamente: una società a gestione più intelligente, la convergenza settoriale e la riduzione del carbon footprint.
Il primo: fare smart city significa ottimizzare l'uso delle risorse e migliorare la qualità della vita. Nel far questo il potenziale dell'Ict non solo è enorme, ma anche sotto gli occhi di tutti. Automatizzare i consumi, la gestione, il controllo, è nelle corde della tecnologia da sempre.
Ora che diventa di uso popolare è quasi impossibile non trarne beneficio.
Basti pensare alla creazione di power grid bidirezionali, che consentano il controllo dei consumi dai due estremi della catena: la produzione e il consumo.
Il secondo: la creazione i elementi di collegamento fra le infrastrutture. Detta in altri termini, Ict, Tlc, trasporti ed energia devono integrarsi e parlare la stessa lingua.
Esistono già alcuni casi, ma sono sporadici e vanno mandati a regime.
La condivisione delle infrastrutture è il primo passo per evitare gli sprechi, ossia l'inutile duplicazione delle infrastrutture passive.
Al proposito Kroes ha invitato a partecipare alla consultazione aperta sui modi per contenere la spesa per gli investimenti da fare per creare la rete di collegamento europea di nuova generazione.
Terzo elemento: l'Ict stessa deve poter essere un settore verde. L'Ict, ha osservato Kroes, consuma fra l'8 e il 10% dell'energia europea. Per il 2020, stando così le cose, la percentuale potrebbe raddoppiare, anche in vista della creazione di nuovi datacenter.
Così non va e la strada che l'Ict deve percorrere (e che qualcuno ha già cominciato a intraprendere) è verso una tecnologia che risolve alla fonte il problema del carbon footprint.
Chi la sceglierà avrà il supporto convinto della Commissione europea.
Europarlamento24 Building, Energy & Environment
Rss