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Ecologia

L'Europa punta a ridurre i rifiuti anche con un datacenter

Il centro istituito da Eurostat è un buon punto di partenza per individuare norme e modalità che producano risparmi e creino posti di lavoro.

13 Gennaio 2012

Secondo uno studio della Commissione europea una piena attuazione della legislazione unionale sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l'anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio e creando oltre 400mila posti di lavoro entro il 2020.

Lo studio presenta un'analisi degli effetti che si avrebbero attuando e applicando meglio la legislazione.
Per dimostrare i benefici economici, finanziari e sociali per gli Stati membri sono stati analizzati diversi casi a Cipro, in Germania, Irlanda, Italia e nei Paesi Bassi.
Il problema è che spesso i prezzi non rispecchiano il costo reale dello smaltimento.
Molti Stati membri, inoltre, non dispongono di infrastrutture adeguate per la raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero.

Serve più conoscenza
Lo studio pertanto conclude che si devono auemntare le conoscenze sui rifiuti: è necessario disporre di dati migliori e di un monitoraggio sistematico del funzionamento della legislazione nella pratica.
In merito si registrano alcuni progressi in seguito a uno specifico Centro dati sui rifiuti recentemente istituito da Eurostat.

Va fatto un uso migliore del principio "chi inquina, paga" e un maggior ricorso agli strumenti economici quali un incremento dei costi di smaltimento.

È necessario rafforzare le capacità di ispezione e di monitoraggio negli Stati membri.

Un'opzione relativamente efficace in termini di costi volta a rafforzare il monitoraggio dell'attuazione a livello unionale potrebbe essere rappresentata dall'esperienza e dalle capacità dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea).

Le conclusioni dello studio saranno discusse e analizzate dalla Commissione e serviranno da base per sviluppare strumenti giuridici ed economici.