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Sicurezza
La lotta al terrorismo si fa con nuove tecnologie
11 Febbraio 2010
Gli strumenti tecnologici utilizzati per contrastare il fenomeno sono vari e molteplici ma il dibattito è ancora aperto.
L'ultima proposta fa riferimento alla possibilità di inserire, nell'insieme delle strumentazioni di controllo, il body scanner. L'introduzione di questo macchinario ha aperto una discussione ancora in atto su questioni di carattere economico, in termini costi ed efficacia, e su questioni relative alla sicurezza in termini di privacy e salute dei passeggeri.
L'opinione dei deputati è contrastante ma tutti sono d'accordo nel trovare una posizione comune affinchè non vi siano anelli deboli che metterebbero in pericolo tutti.
C'è chi reputa che il terrorismo non si combatte con le tecnologie e che molti oggetti possono essere nascosti nel corpo e non necessariamente sul corpo. Per altri, invece, la sicurezza è un valore negoziabile, per cui bisognerebbe convivere con molti sacrifici, come ha sottolineato Carlo Fidanza, membro della Commissione per i trasporti e il turismo (Tran).
Tuttavia, non vi sono proposte a riguardo, ha detto il collega di commissione Siim Lallas, che ad aprile presenterà i risultati di uno studio preliminare sui body scanner.
I dati Europol sul terrorismo parlano chiaro: il 2008 conta 515 attentati sventati o riusciti in Europa , e quasi 400 indagati. Gli attentati di matrice islamica, o riconducibili ad Al Qaeda, sono il 50% del totale, mentre quelli di natura separatista il 39%.
I numeri mettono in allerta. Sebbene la Strategia europea di lotta al terrorismo varata nel 2005 sia ancora valida e funzionante, occorre capire se vi è la possibilità di attuare strategie di prevenzione di attacchi futuri.
Sull'analisi del fenomeno è intervenuta la deputata Mara Bizzotto, che ha invitato ad analizzare le cause profonde del terrorismo che spesso risiedono nell'incapacità, da parte dei gruppi etnici, di integrarsi nel tessuto culturale europeo.
Un altro elemento fondamentale nella lotta e prevenzione del fenomeno è sicuramente la gestione dell'informazione.
Nel novembre 2009, si mosse un primo passo per una migliore cooperazione tra i servizi di intelligence con l'approvazione della Strategia di gestione dell'informazione, ora occorre metterla in atto in maniera efficace.
D'accordo la neo-eletta commissaria agli Affari interni Cecila Malmström che ha ricordato la necessità di integrare i dati dei sistemi di intelligence dei vari Paesi europei. Non solo, alcuni deputati sottolineano l'importanza di uno scambio di informazioni con gli Stati Uniti.
In ambito legislativo, sono stati fatti molti passi in avanti, ma la Malmström ha annunciato l'avvio di un'analisi di tutte le politiche europee in materia di contrasto al terrorismo per capire quali sono le lacune legislative e se vi sono sovrapposizioni in materia affinchè di prendano iniziative legislative efficaci.
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