Retail & Hospitality
Regolamenti
La nuova etichettatura alimentare è norma europea
22 Novembre 2011
Formato: pdf
Lingua: italiana
Nome: Lara
Cognome: Comi
Gruppo Parlamentare: PPE
E-mail: lara.comi@europarl.europa.eu
Nome: Paolo
Cognome: De Castro
Gruppo Parlamentare: S&D
E-mail: paolo.decastro@europarl.europa.eu
Nome: Giancarlo
Cognome: Scottà
Gruppo Parlamentare: EFD
E-mail: giancarlo.scotta@europarl.europa.eu
Nome: Oreste
Cognome: Rossi
Gruppo Parlamentare: EFD
E-mail: oreste.rossi@europarl.europa.eu
- Etichettatura: Comi chiama le Pmi a fare lobby a Bruxelles
- Etichette alimentari, compromesso leggibilità raggiunto
- Verso maggiori informazioni sulle etichette alimentari
- Nuovi alimenti: non ci saranno etichette sui cibi clonati
- Alimenti: informazioni nutrizionali chiare sulle etichette
- Approvata la relazione Scottà: l’agroindustria europea verso la qualità
- Videointervista - Rossi: la forza della mediazione a vantaggio delle imprese
Gli Stati nazionali dovranno recepire le misure entro tre anni, che diventano cinque per le informazioni nutrizionali.
«Una misura - commenta Lara Comi - che, sostituendo una direttiva adottata oltre trent'anni fa, è essenziale sia per la sicurezza dei consumatori sia per dare piena trasparenza alla filiera e tutelare meglio la qualità dei nostri prodotti contro la pratica scorretta dell'italian sounding».
Tutelati made in Italy e consumatori
Un regolamento che per la vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo va «anche a vantaggio del made in Italy». Inoltre «l'assoluta chiarezza su provenienza dei cibi e informazioni nutrizionali prevista dal regolamento è importante anche in chiave di tutela della salute».
Una novità che sottolinea Comi è quella che riguarda ristoratori, pubblici esercizi e mense, che «dovranno dare le informazioni adeguate ai clienti. Una tutela importante per allergici, intolleranti e celiaci».
Il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, sottolinea come «molto importante l'obbligatorietà in etichetta del paese d'origine o del luogo di provenienza per tutte le carni, suine, avicole, ovi caprine, refrigerate e fresche».
Un lavoro da completare
Adesso per De Castro occorre «uno sforzo di contributo congiunto, tra tutte le parti. La stesura delle relazioni che la Commissione esecutiva presenterà al Parlamento Europeo e al Consiglio dei Ministri per introdurre l'etichettatura delle altre carni, come il coniglio, dei prodotti mono ingrediente e degli alimenti non trasformati, rappresenta, infatti, la prossima occasione».
Meglio del "semaforo"
Soddisfazione espressa anche da Giancarlo Scottà, che evidenzia come il regolamento metta un freno «alla produzione di cibi taroccati, uno su tutti la mozzarella. E soprattutto si tutela il lavoro degli agricoltori e degli allevatori europei».
Oreste Rossi sottolinea l'efficacia di un regolamento siffatto in confronto a quello "a semaforo", ventilato tempo fa, che sarebbe stato «un sistema approssimativo capace solamente di danneggiare le nostre eccellenze».
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