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Agroindustry, Food & Health

Agricoltura

La Pac con meno risorse non piace, ma si cercano spiragli

La Pac con meno risorse non piace, ma si cercano spiragli
Fa sempre discutere la riduzione del budget agricolo per il prossimo settennio. Premiare chi si impegna nella ricerca. E l'accordo con il Marocco riceve il primo stop.

18 Luglio 2011

In seguito all'audizione con il Commissario europeo Dacian Ciolos sul futuro bilancio Ue per il periodo 2014-2020 in materia di agricoltura il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, ha manifestato contrarietà alla riduzione delle risorse per l'agricoltura.

«Siamo ancora insoddisfatti per il taglio reale al budget - ha detto in una nota - ma saranno benvenute le rassicurazioni sulle risorse aggiuntive. Nel rispondere alle nostre preoccupazioni e perplessità sulle riduzioni al bilancio della Pac post-2013, il Commissario ci ha rassicurato sui 15,2 miliardi di euro che saranno a diposizione della politica agricola comune pur non essendo incluse nella rubrica 2 del bilancio Ue. Si tratta di 4,5 miliardi per ricerca e innovazione, di 2,5 miliardi per il programma di aiuti alimentari agli indigenti, di 3,5 miliardi per le crisi di settore e di altri 4,7 tra fondo globalizzazione e food safety. Su tali risorse, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Commissione le prime risposte a garanzia del loro funzionamento e della loro gestione. Adesso continueremo in Parlamento ad incalzare l'Esecutivo comunitario affinché la Pac del futuro possa disporre delle risorse necessarie per costruire una riforma ambiziosa all'altezza delle sfide globali».

Giovanni La Via ha fatto seguito ribadendo il ruolo che la ricerca dovrebbe avere nel settore agricolo, «mirata non solo a ottenere risultati in laboratorio ma anche a trasferirne almeno la metà in campo, a beneficio degli agricoltori».
Ricerca e innovazione che nel testo che La Via ha presentato in Commissione vertono anche a raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 nell'agricoltura, sviluppando energie rinnovabili nell'ottica di ridurre gli effetti sul settore agroalimentare. «La promozione dell'innovazione in agricoltura - per La Via - deve interessare tutte le fasi: dalla produzione alla gestione aziendale e dalla consulenza alla commercializzazione».

No al Marocco
Sempre in Commissione Agricoltura è stato espresso il no all'accordo con il Marocco sull'accordo contenente misure di liberalizzazione per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca. «Adesso - ha detto La Via - spetta alla Commissione per il commercio internazionale esprimere la posizione finale che mi auguro sia conforme a quanto votato oggi».
La proposta di accordo stabilisce per il Marocco l'immediata liberalizzazione del 45% (in valore) delle importazioni provenienti dall'Ue, mentre, mentre da parte comunitaria le importazioni dal Marocco saranno liberalizzate del 55%. L'accordo prevede un aumento delle concessioni nel comparto dell'ortofrutta. I produttori europei, per La Via, sono penalizzati dal fatto che le produzioni marocchine, quali i pomodori, accedono al mercato comunitario in periodi diversi rispetto a quelli di commercializzazione europea provocando gravi ripercussioni sui prezzi di mercato, senza considerare il differenziale di costo della manodopera tra l'Ue e il Marocco. «Per il settore agricolo italiano - ha detto - questa proposta segnerebbe il tracollo di una già difficile realtà produttiva e di mercato».

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