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Ritardi nei pagamenti

La Pubblica amministrazione avrà 30 giorni per pagare le imprese

La Pubblica amministrazione avrà 30 giorni per pagare le imprese
Trovato accordo tra Parlamento europeo e Consiglio che introduce modifiche alla Direttiva sui ritardi di pagamento. Tajani: una buona notizia per le Pmi. Si potrà arrivare a 60 giorni ma solo in casi eccezionali. Penale dell'8% per gli sforamenti.

Maria Palladino

14 Settembre 2010

Pagamenti più veloci alle piccole e medie imprese. È quanto prevede l'accordo tra Parlamento europeo e Consiglio che modifica in parte la Direttiva sui Ritardi di Pagamento delle amministrazioni pubbliche alle imprese.

Secondo le modifiche apportate, le Pa dovranno pagare fornitori di beni e servizi entro 30 giorni. Solo in casi eccezionali il pagamento potrà superare questo limite, ma dovrà essere comunque effettuato entro 60 giorni.

Scaduto questo termine verrà applicata una penale dell'8%. «Una gran buona notizia per le piccole e medie imprese» ha commentato Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea, responsabile di Industria ed imprenditoria. «Il provvedimento - ha aggiunto - consentirà di rimettere in circolazione una liquidità di circa 180 miliardi di euro e di tenere così in vita tante Pmi che rischiano di soffocare sotto il peso della crisi e dei ritardi nei pagamenti».

Il provvedimento, grazie alle novità introdotte da questo accordo, consentirà alla Pmi di tirare un respiro di sollievo. In Europa, infatti, e soprattutto in Italia, la situazione dei ritardi di pagamento alle piccole imprese da parte delle pubbliche amministrazioni è piuttosto difficile. In particolare la nostra PA, rispetto a quelle degli altri Stati membri, è la più lenta a saldare i conti con le aziende.

Dall'indagine 2010 European Payment Index risulta infatti che rispetto al 2009, in cui il periodo medio di pagamento alle imprese italiane era 128 giorni, quello attuale è di 186, contro i 155 della Grecia e i 153 della Spagna. È per questo che una particolare attenzione è rivolta a questa Direttiva. Il prossimo passo verso la sua approvazione è il voto del Parlamento Europeo in seduta plenaria. Un voto che dovrebbe già esserci il prossimo ottobre.

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