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Building, Energy & Environment

Sviluppo sostenibile

Lavori verdi per combattere la crisi

Lavori verdi per combattere la crisi
La creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’ecologia coinvolgerà sia figure altamente qualificate che lavoratori generici. Un utile strumento per fronteggiare la crisi occupazionale che ha investito l'Europa negli ultimi mesi.

11 Giugno 2010

La creazione di posti di lavoro nei settori a basso impatto ambientale (i cosiddetti “lavori verdi”) è considerata una strategia chiave per l'implementazione del pacchetto Eu sul Clima e l'Energia adottato nel dicembre del 2008.
L'obiettivo che si sono posti gli stati membri è di ridurre le emissioni di gas serra e incrementare le energie rinnovabili del 20% entro il 2020. Tuttavia, i riflessi di queste strategie sulla situazione occupazionale sono tuttora incerti.
Da un lato, le maggiori organizzazioni sindacali del Vecchio Continente si dicono convinte del fatto che l'economia “verde” comporti, in realtà, più perdite occupazionali che nuovi posti di lavoro. Dall'altra, i rappresentanti dei Verdi al Parlamento europeo hanno di recente ribadito la necessità di incrementare gli obiettivi di riduzione delle emissioni se si vuole favorire la nascita di una nuova generazione di professioni “verdi”.

Il socialista ungherese Gyula Hegyi rifiuta l'assunto che il business del basso impatto ambientale sarà in grado di creare solo posti di lavoro qualificati. L'ex parlamentare Eu ha citato ad esempio la sua nazione d'origine, nella quale un progetto di collegamento del Danubio con altri grandi fiumi, utile a favorire il trasporto nazionale, avrebbe richiesto l'intervento di 100.000 operatori, 40.000 dei quali utili nel lungo periodo per le attività di manutenzione.

La Commisione ha confermato che, se promossa nel modo giusto, l'era dei “lavori verdi” potrebbe in futuro essere equiparata all'impatto dell'avvento dei computer, vent'anni fa.

La deputata verde tedesca Elisabeth Schroedter, che in aprile aveva prodotto un report sulla materia, si dice convinta del successo di questa strategia, peraltro sostenuta da Judith Kirton-Darling della European Metalworkers Federation. Quest'ultima caldeggia da tempo l'introduzione dei cosiddetti “green bonds”, ovvero bond in euro a sostegno delle tecnologie e della formazione professionale nel segmento degli interventi a basso impatto ambientale.

Il prossimo 17 giugno, i leader dei paesi membri dovranno pronunciarsi, a Bruxelles, sulla strategia Europe 2020, che promuove una crescita economica sostenibile (sotto il profilo delle risorse), intelligente (sotto il profilo dell'innovazione) e inclusiva (ad alto tasso di occupazione), mentre in autunno la Commissione dovrebbe pubblicare un documento ufficiale sui lavori verdi.

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