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Agroindustry, Food & Health

Orientarsi nella legislazione europea

Le cose da sapere su affari marittimi e pesca

Le cose da sapere su affari marittimi e pesca
Un Libro verde disciplina l'uso delle fonti energetiche. Meno inquinamento e più competitività gli obiettivi che l'Unione europea si prefigge di raggiungere con la collaborazione di tutte le figure del settore.

Data di pubblicazione: 2008

Formato: Pdf

N. Pagine: 24

Lingua: Italiano

Dimensione: 780 KB

Fonte: Commissione Europea

politica_marittima.pdf

Gli spazi marittimi ed i litorali offrono rotte commerciali e risorse che li rendono particolarmente appetibili ai cittadini europei; in base a queste peculiarità, la Commissione propone una politica marittima integrata per l’Unione Europea che consenta di raccogliere le molteplici sfide legate alla sicurezza marina, alla sostenibilità ambientale, all’approvvigionamento energetico e alla globalizzazione Infatti, il settore del trasporto marittimo consente di giovarsi del rapido sviluppo degli scambi internazionali mentre lo sfruttamento di risorse minerali offre ulteriori opportunità di profitto. L’obiettivo principale che la politica marittima integrata si pone è quello di creare condizioni ottimali per l’uso degli oceani in modo tale da consentire lo sviluppo del settore marittimo e delle regioni costiere.

Regolamento_pesca_sostenibile_Mediterraneo.pdf

Il documento 1967/2006 che regola lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo.

Data di pubblicazione: 2009

Formato: Pdf

N. Pagine: 40

Lingua: Italiano

Dimensione: 1,7 MB

Fonte: Commissione Europea

politica_pesca.pdf

La nascita di una politica comune per la pesca (PCP) risale agli anni Settanta quando questa materia rientrava nella politica agricola comune; il successo della PCP è testimoniato dal fatto che, laddove si verifichino delle controversie, si dà per scontato che gli Stati membri le risolvano con il dialogo e non ricorrendo alla guerra. La Commissione, per salvaguardare il settore ittico oggetto delle attività di pesca, ha proposto che vengano emanate delle norme circa il controllo delle catture e, inoltre, che siano fissati dei totali ammissibili di cattura (TAC), suscettibili di modifiche, in caso di rischi per una specie garantendo così anche all’industria un minimo di stabilità. Essa, in particolare, pubblica annualmente una relazione in cui vengono analizzati i progressi compiuti dagli Stati membri per il raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra capacità e possibilità di pesca.

Tag pesca

Il mare e le risorse ad esso collegate sono di fondamentale importanza per l'economia europea. Oltre a essere fonte di cibo, il mare è anche fonte di energia e le zone costiere rappresentano un'attravità per i turisti.
Attualmente, il settore della pesca è il terzo per importanza e fornisce annualmente 6,9 milioni di tonnellate di pesce.
L'industria vede coinvolti oltre 400 mila persone che lavorano a queste attività ed è quindi necessario pervenire a un giusto equilibrio tra il settore ittico e un ecosistema marino che deve essere sostenibile.

La politica marittima è pianificata strategicamente nel Libro verde del 2006 il quale mette in evidenza gli aspetti futuri sulla gestione degli affari marittimi e pesca.
Tale testo rientra nella strategia di Lisbona e ha come obiettivo lo sviluppo sostenibile da raggiungere conciliando gli aspetti socio economici e ambientali e lo sfruttamento delle risorse dei mari e oceani.
Il settore marittimo è uno dei più importanti per la strategia di Lisbona perchè le attività connesse allo sfruttamento di mari rappresentano tra il 3 e il 5% del Pil dell'Unione europea che, infatti, si colloca al primo posto a livello mondiale nel settore dei trasporti marittimi, turismo costiero, produzione di energia offshore, costruzione navale e servizi connessi.

La competitività del settore marittimo è determinata da alcuni fattori.
In particolare, l'ambiente marino deve affrontare problemi come la continua riduzione della biodiversità, l'eccessivo sfruttamento delle risorse, il cambiamento climatico, l'inquinamento e gli incidenti marittimi dovuti a un livello di controllo non ancora adeguato.
Per questa serie di problemi, la strategia mira a rafforzare la normativa in materia di sicurezza, introdurre la valutazione dei rischi e aiutare i paesi in via di sviluppo ad applicare la convenzione Global Ballast Water Management Programme.

Per la definizione delle linee guida delle strategie future, l'Unione europea si sta spostando verso l'introduzione di una politica marittima integrata sia orizzontalmente sia intersettoriale.
L'obiettivo principale è incoraggiare al massimo lo sfruttamento sostenibile degli oceani e dei mari favorendo, al tempo stesso, lo sviluppo dei settori marittimi e delle regioni costiere che vivono di queste attività.
Pertanto, la Commissione si impegna a compiere attività in grado di mitigare gli effetti del cambiamento climatico nelle regioni costiere sostenendo attività per ridurre l'inquinamento e le emissioni di gas serra, fornendo anche orientamenti per l'applicazione della normativa ambientale in materia di porti, realizzando uno spazio marittimo europeo senza barriere amministrative e doganali ed elaborare, per il periodo 2008- 2018, una strategia globale per i trasporti marittimi volti a migliorare l'efficacia e la competitività di questo settore.
A questi si aggiunge la creazione di poli di attività multisettoriali e di innovazione tecnologica nel settore dei cantieri navali e dell'energia e misure volte a contrastare la pratica dei rigetti in mare, attività di pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata e qualsiasi altra pratica distruttiva.

Un secondo obiettivo è la creazione di una base di conoscenze e innovazione per la politica marittima al fine di analizzare l'impatto delle attività umane sui sistemi marini e offrire soluzioni per mitigare il degrado degli ambienti e gli effetti del cambiamento climatico.
Per questo motivo si pensa di pianificare una strategia europea globale per la ricerca marina e marittima, di migliorare la comprensione degli affari marittimi nell'ambito del settimo programma quadro e sostiene la creazione di un partneriato europeo relativo alle scienze marine per favorire il dialogo tra la comunità scientifica, l'industria e i responsabili politici.

Offrire una migliore qualità di vita nelle regioni costiere e ultraperiferiche
è un'altra finalità di tale politica che intende conciliare lo sviluppo economico e il rispetto dell'ambiente.
La Commissione intende incoraggiare, inoltre, il turismo costiero, realizzare una base di dati sui finanziamenti comunitari disponibili per i progetti marittimi, elaborare una strategia cominitaria per la prevenzione dei disastri naturali e promuovere lo sviluppo del potenziale marittimo delle isole e delle regioni ultraperiferiche.

L'Unione aspira così ad assumere il ruolo di guida negli affari marittimi internazionali. Non solo, la politica marittima integrata andrà a migliorare la visibilità dell'Europa e andrà a valorizzare l'immagine delle attività martittime e delle professioni legate al mare, per questo si realizzeranno dei sussidi educativi e strumenti che portano in evidenza il patrimonio marittimo comune e la celebrazione di una Giornata marittima europea.

Affinchè questa lunga lista di obiettivi sia realizzata, l'Unione si avvale di tre strumenti ossia una rete europea per la sorveglianza marittima, la gestione integrata (terra e mare) delle zone costiere e una fonte completa e accessibile di dati e informazioni sui fattori naturali e le attività marittime al fine di favorire il processo decisionale sulla politica da seguire.

Per il periodo tra il 2007e il 2013, il Fondo europeo per la pesca dispone di 3,85 miliardi da euroe da destinare alle priorità indicate da ogni Stato membro in base alle proprie esigenze.

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