High Tech & Media
Orientarsi nella legislazione europea
Le cose da sapere su audiovisivi e media
L'evoluzione delle nuove tecnologie, però, ha cambiato inevitabilmente lo scenario e anche il sistema audiovisivo si è dovuto adeguare.
L'elemento fondante della legislazione europea nel settore rimane la direttiva Televisione senza frontiere conosciuta con la sigla Tsf la quale prevede il coordinamento delle normative nazionali affinché: non vi siano ostacoli alla libera circolazione dei programmi televisivi, i governi agiscano per garantire l'accesso del grande pubblico agli eventi più importanti e vi siano le tutele necessarie per proteggere l'interesse pubblico.
Un altro elemento rilevante all'interno della direttiva è quello riguardante la cosiddetta eccezione culturale, una deroga alle norme sul libero scambio che consente agli Stati membri di limitare le importazioni di prodotti culturali per proteggere la diversità culturale e per promuovere le produzioni locali.
Per questo motivo, i canali degli Stati membri sono obbligati a riservare almeno metà della durata delle trasmissioni a film e programmi prodotti in Europa per fare da contraltare alle produzioni statunitensi.
Questa direttiva definisce il concetto di servizi lineari, ossia televisione tradizionale, internet e mobile, che i telespettatori ricevono passivamente e i servizi non lineari, cioè quelli di televisione a richiesta che i telespettatori scelgono di vedere.
La seconda pietra miliare della politica audiovisiva dell'Unione europea è il Programma Media il quale offre un sostegno finanziario per accrescere la produzione europea di film e programmi televisivi di qualità, aumentarne la diffusione non solo in Europa e per rendere più competitiva l'industria internazionale.
Questi programmi hanno avuto inizio nel 1990, l'edizione attuale copre il periodo 2007- 2013 e dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 755 milioni di euro.
Per il periodo 2011-2013 è pianificato il Programma Media Mundus, volto a promuovere la cooperazione tra i professionisti dell'industria audiovisiva europea e quelli dei Paesi terzi. Esso contribuisce alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona e svolge un ruolo cruciale nella promozione della diversità e del pluralismo culturale.
Negli ultimi anni il settore audiovisivo si è fortemente evoluto, particolarmente a livello tecnologico, grazie alla rivoluzione del digitale e alle sue conseguenze sulla proiezione cinematografica, i video o la televisione. Il suo ruolo internazionale va crescendo se si pensa alla protezione della diversità culturale.
In questo contesto Media Mundus ha messo in evidenza una volontà comune, tra i professionisti europei e dei Paesi terzi, di collaborare per promuovere ulteriormente la circolazione di opere audiovisive e la cultura cinematografica. Infatti, sono previsti corsi di formazione permanente riguardanti le condizioni di produzione, di coproduzione, di distribuzione, di proiezione e diffusione delle opere audiovisive nei mercati internazionali pertinenti e, infine, l'inserimento di nuove tecnologie nell'ambito della produzione, postproduzione, distribuzione, commercializzazione e archiviazione delle opere audiovisive.
L'ente comunitario che monitora e coordina le attività di questo settore è l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura che è responsabile della gestione di alcuni rami dei programmi comunitari, della gestione di alcuni programmi di relazioni esterne correlati all'istruzione e dei precedenti progetti di cooperazione esterna sull'istruzione superiore.
L'Unione europea conta numerosi progetti e direttive a riguardo, in particolare:
Televisione senza frontiere
Programmi media
Tutela dei minori e della dignità umana
Tecniche digitali e media interattivi
in ordine anche al Passaggio alla radiodiffusione digitale e ai Media interattivi.
Norme relative agli aiuti di Stato
Televisioni ad alta definizione
Organi e Agenzie
Allargamento
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