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Orientarsi nella legislazione europea
Le cose da sapere sul commercio estero
Essa incoraggia l'apertura dei mercati e lo sviluppo degli scambi, portando la politica commerciale comune a essere un pilastro delle relazioni esterne dell'Unione.
In quest'ambito, la Commissione segue un programma ambizioso in termini di crescita e occupazione basato sul Trattato di Lisbona e nel quale è espressa l'importanza dei mercati aperti.
I tratti distintivi di questa strategia si basano sul rifiuto del protezionismo, l'apertura dei principali mercati non europei e l'unificazione degli sforzi delle politiche interne ed esterne dell'Ue.
Tale politica è supportata da un insieme di regole uniformi volte a garantire maggiore competitività.
In primo luogo, per far sì che l'Europa competa con mercati esterni, occorre migliorare sempre più la competitività interna basandola su mercati concorrenziali che consentono di sfruttare economie di scala e di utilizzare efficacemente le risorse; sull'apertura di scambi e investimenti per generare pressione concorrenziale e favorire lo sviluppo d'innovazioni, nuove tecnologie e investimenti e, infine, sulla giustizia sociale in termini di rapidità dei cambiamenti strutturali derivanti dalla globalizzazione.
La competitività europea è fortemente influenzata dall'apertura dei mercati esterni in quanto comporta l'aumento della concorrenza nel panorama competitivo di riferimento. Nonostante tutto, il crollo dei confini commerciali è vantaggioso sia per i Paesi emergenti che rappresentano una parte crescente del commercio mondiale sia per Cina, India e Brasile, in termini di sviluppo e lotta contro la povertà.
I limiti che ostacolano gli scambi commerciali sono molteplici: le barriere tariffarie e la pesantezza delle procedure doganali; le restrizioni per l'accesso alle materie prime; gli ostacoli agli scambi di servizi e all'investimento estero diretto; le procedure restrittive in termini di appalti pubblici e le procedure fiscali o discriminatorie; l'uso non consentito di misure ingiustificate in materia sanitaria, di sicurezza e di normativa tecnica e, infine, l'insufficiente efficacia dell'esercizio dei diritti sulla proprietà intellettuale.
Per superare questi ultimi, la politica comune deve basarsi su alcuni elementi rilevanti: l'accesso alle risorse fondamentali; le opportunità che offrono i nuovi settori in crescita ossia i diritti di proprietà intellettuale, servizi, investimenti, appalti pubblici e concorrenza a condizione che la liberalizzazione del commercio e le regole trasparenti ed efficaci siano rispettate e, infine, le barriere non tariffarie, ossia regolamenti e procedure più complesse e sensibili perché intervengono direttamente sulla normativa interna limitando gli scambi.
Per promuovere gli scambi secondo regole trasparenti e non discriminanti, la Commissione, gli Stati membri e l'industria hanno sviluppato nuovi metodi di lavoro in aggiunta ai classici.
L'obiettivo è di definire le priorità di azione in materia di eliminazione degli ostacoli agli scambi; creare rete tra le basi di dati e sviluppare un network tra gli specialisti in materia di accesso ai mercati che siano in grado di rilevare l'esistenza di problemi, valutare l'intervento con azioni coordinate e garantire il controllo in loco.
Varie azioni sono state intraprese all'interno dell'Unione europea per raggiungere i molteplici obiettivi posti in essere dalla liberalizzazione del commercio mondiale e tutti sono volti a garantire ai cittadini vantaggi derivanti dall'apertura dei mercati, grazie anche a un sistema di monitoraggio dei prezzi all'importazione e al consumo.
A livello di azione esterna, l'Unione europea mantiene il proprio impegno in favore del multilateralismo che offre gli strumenti per eliminare gli ostacoli agli scambi in maniera stabile e sostenibile. Per questo motivo, sostiene la ripresa dei negoziati di Doha e sono stati raggiunti importanti accordi con il World trade organisation (Wto).
A questi accordi si aggiungono quelli di libero scambio (Als) i quali hanno il vantaggio di poter regolarmentare settori non oggetto di normativa internazionale, né di una regolamentazione del Wto. Questi accordi sono molto utili per le politiche di buon vicinato e per le politiche di sviluppo.
In relazione quest'ambito, la Commissione europea ha legiferato in materia di:
Politica commerciale comune
in ordine alle esportazioni, importazioni, difesa commerciale e statistiche comunitarie.
Commercio internazionale e mondializzazione
in ordine al contesto multilaterale del World Trade Organisation (Wto) e sviluppo.
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