Investimenti
Le imprese italiane non devono perdere i fondi Ue
04 Giugno 2010
A conti fatti, l'Italia rischia di restituire a Bruxelles ben 4 miliardi di euro se non li spende entro i prossimi sei mesi.
Infatti, in Italia, oltre la metà (60%) degli interventi non ha ancora visto la luce.
Per il periodo 2007-2013, l'Italia ha ricevuto fondi per 59 miliardi di euro, di cui circa il 74% è destinato alle regioni "deboli" dell'Obiettivo Convergenza come Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia. La restante quota è ripartita tra le regioni dell'Obiettivo Competitività ossia quelle del centro-nord, compresa la Sardegna.
Entrambi questi obiettivi sono finanziati per metà dai fondi strutturali (Fse e Fesr) e per la restante metà dal cofinanziamento nazionale.
In particolare, per quanto concerne l'Obiettivo Convergenza, il livello di attuazione è fermo al 6,5% per i pagamenti e al 14,8% per gli impegni.
Nel centro nord, la situazione è relativamente migliore. Infatti, le percentuali di spesa oscillano intorno all'11%, ma è pur sempre una percentuale bassa.
La lentezza dell'Italia è stata principalmente determinata dalle elezioni regionali dello scorso marzo, con conseguente riorganizzazione delle amministrazione e quindi di coloro che gestiscono gli interventi, certificano le spese e completano i pagamenti.
Tuttavia l'Italia, al pari di altri Paesi spera nella modifica salva-fondi proposta dalla Grecia e accordata prima della sua crisi.
Con questa modifica, l'effetto verrebbe diluito e all'Italia, per il Fesr, resterebbero 3,5 miliardi di euro da investire entro dicembre. A questi si aggiungeranno circa 500 milioni di Fse.
Ma, anche se la proposta dovesse essere accettata, la situazione migliorerebbe di poco. L'Italia avrà comunque pochi mesi di tempo per un investimento elevato.
Europarlamento24




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