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Bilaterali

Libero scambio con il Giappone: che non sia una seconda Corea

L'esortazione, riferita al settore automobilistico, è di Cristiana Muscardini, che invita a valutare tutti i fattori che rendono un accordo effettivamente a vantaggio di entrambe le parti. Riflettori puntati sul manifatturiero.

D.C:

26 Marzo 2013

Sono partiti i negoziati per l'accordo di libero scambio Ue-Giappone.
Per Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione Commercio Internazionale al Parlamento europeo, il varo dei negoziati deve indurre a qualche riflessione.

Per prima cosa, esprime in una nota, ci si deve interrogare «se la strada della liberalizzazione forzata attraverso nuovi accordi di libero scambio possa davvero essere una chiave di volta europea per la ripresa economica, specialmente quando negoziamo con paesi, grandi produttori manifatturieri, come il Giappone».

Per Muscardini entrambe le parti devono mantenere l'impegno a garantire il rispetto di interessi reciproci e «favorire la riduzione delle attuali barriere non tariffarie che hanno impedito, negli ultimi anni, alle nostre imprese, di accedere facilmente al mercato nipponico».

Va anche fatta un'attenta valutazione del settore automobilistico affinché non si verifichi una riedizione del discusso accordo con la Corea «e che venga quindi garantito il rispetto reciproco di regole e la condivisione di standard produttivi comuni in base alle nuove normative vigenti anche in materia di emissioni di gas ad effetto serra».