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Mercato energetico

Libertà e integrazione per elettricità e gas naturali

Libertà e integrazione per elettricità e gas naturali
L’Unione europea continua sul percorso che porterà alla creazione di un mercato unico in questo ambito e ne analizza l'attuale stato di avanzamento.
L'integrazione e la liberalizzazione dei mercati Ue nel campo dell'elettricità e dei gas è un'ardua impresa, data la complessità delle strutture nazionali, delle varie leggi e dei mercati internazionali.
Benché negli ultimi anni ci siano stati alcuni progressi, ci sono ancora diverse aree e Stati membri in cui il secondo pacchetto legislativo sui mercati interni di elettricità e gas (adottato nel 2003), non è stato completamente attuato o dove si è resa evidente la necessità di una nuova legislazione. Il secondo pacchetto stabilisce infatti degli obblighi, da molti paesi non rispettati, per la tutela dei consumatori riguardo alle loro lamentele tramite procedure economiche, semplici e trasparenti. La sfida da affrontare è inoltre duplice, poiché anche il terzo pacchetto, adottato nel luglio 2009, deve essere implementato e portato avanti.
Il mercato elettrico e quello dei gas naturali hanno alcuni aspetti in comune, mentre per altri fattori vanno esaminati separatamente.
In entrambi i settori sono state apportate delle migliorie rispetto all'allocazione di competenze alle Autorità nazionali di regolamentazione (Anr) e dunque alla loro indipendenza. I maggiori problemi condivisi sono la mancanza di applicazione di un'azione efficace da parte delle autorità competenti e l'assenza di validi sistemi penali a livello nazionale.
Per quanto riguarda i numerosi mercati elettrici europei, il livello di liberalizzazione è aumentato negli ultimi anni, senza tuttavia raggiungere la soglia prevista e senza l'eliminazione della grande varianza presente tra i diversi Stati membri. L'accentramento nel mercato elettrico resta generalmente alto per la maggior parte dei paesi, così come vi sono grandi differenze nel numero di scambi d'energia e nei prezzi dell'elettricità all'ingrosso. Anche lo stato di integrazione, basato sulla capacità di interconnessione, è piuttosto variabile, ma generalmente ben inferiore all'obiettivo Ue del 10% dei mercati nazionali. L'integrazione della vendita al dettaglio è parimenti in una fase iniziale, così come la concorrenza al suo interno. Un grande ostacolo agli investimenti, dal punto di vista del Gestore del sistema di trasmissione, sono le rigide procedure di autorizzazione, che possono richiedere un tempo superiore agli otto anni, mentre gli standard tecnici nazionali non sembrano essere più oggigiorno una grande barriera per l'integrazione del mercato elettrico.
Per quanto riguarda il mercato dei gas naturali invece, le importazioni sono dominate da contratti a lungo termine e, fatta eccezione per quello del Regno Unito, il mercato è ancora poco fluido e gli scambi commerciali marginali. Anche in questo caso le differenze di prezzo tra un paese e l'altro sono notevoli, così come lo sono i quadri normativi; invece, rispetto all'elettricità, gli standard tecnici rappresentano un ostacolo lievemente più consistente all'integrazione.
La capacità di stoccaggio dei gas è ritenuta ancora altamente insufficiente e ugualmente limitata è la concorrenza per la vendita al dettaglio. Quest'ultima carenza è principalmente dovuta alla congestione fisica e contrattuale e, relativamente a ciò, alla mancanza di integrazione nel mercato.
In linea con l'esperienza di attuazione del secondo pacchetto legislativo, un processo altrettanto lungo e tedioso è prevedibile anche per quella del terzo pacchetto. Il Parlamento europeo dovrà monitorare da vicino tutto il percorso, sollecitando costantemente la Commissione a rispettarne l'adempienza.
Dal terzo pacchetto è lecito attendersi una maggiore armonizzazione dei poteri e dei compiti delle Anr, così come un regolamento uniforme sui prezzi e sulle tariffe sia per l'industria che per i privati. Inoltre nel terzo pacchetto, contrariamente al secondo, gli enti di vigilanza e i gestori delle reti di trasmissione saranno obbligati a cooperare a livello regionale per il mercato elettrico, così come lo saranno gli Stati membri e gli stessi enti di vigilanza per il mercato dei gas naturali.
Possiamo dunque concludere affermando che il terzo pacchetto, se correttamente trasferito e applicato a tutti i paesi, porterà a compiere un notevole passo avanti nella liberalizzazione e integrazione dei suddetti mercati a livello europeo e che, allo stato attuale, non è dunque possibile anticipare se si presenterà o meno la necessità di un quarto pacchetto legislativo.

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