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Lisbona in pratica: bocciato l'accordo con Swift

22 Febbraio 2010

Lo scorso 22 febbraio i Ministri degli Esteri hanno annullato l'accordo provvisorio per il trasferimento dei dati bancari con gli Usa, recependo la bocciatura espressa dal Parlamento l'11 febbraio.

Si tratta della prima volta che l'assemblea utilizza il potere di veto conferitole dal Trattato di Lisbona.

Swift è una società americana di diritto belga che gestisce l'80% dei versamenti bancari internazionali nel mondo. Non trasferisce denaro, ma gestisce le informazioni relative ai trasferimenti, da quelle del titolare del conto a quelle del beneficiario, alle somme versate.
La società è presente in 208 Paesi.

I suoi dati sono conservati in due data center, in America e in Olanda.
Il Tesoro americano pretese da Swift il trasferimento dei dati bancari in suo possesso, in ottemperanza al "Programma di contrasto al finanziamento del terrorismo" deciso in seguito ai tragici fatti dell'11 settembre 2001. Così facendo gli Usa hanno avuto accesso ai dati bancari dei cittadini europei.

Nel 2006 le autorità europee chiesero a Swift di conservare i dati dei cittadini europei solamente in Europa.

L'implementazioone di un nuovo centro di Swift in Svizzera ha portato alla necessità di negoziare un accordo con gli Usa per l'utilizzo dei dati.

I deputati hanno chiesto che le informazioni fossero raccolte solo ed esclusivamente con l'obiettivo della lotta al terrorismo, e con adeguate garanzie sulla protezione della privacy.

Il Consiglio Ue trattò con le autorità statunitensi senza considerare le preoccupazioni espresse in merito dal Parlamento Europeo, che aveva un ruolo secondario nell'approvazione degli accordi internazionali, limitazioni ora superate dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che gli conferisce nuovi poteri in materia.

Nella risoluzione votata a larga maggioranza l'11 febbraio, il Parlamento ha chiesto un nuovo accordo di lungo termine, in cui Commissione e Consiglio tengano in conto la posizione dell'assemblea e le disposizioni del Trattato di Lisbona. Inclusa la Carta dei Diritti Fondamentali, che diventa giuridicamente vincolante.

Nel frattempo, lo scambio di informazioni fra Ue e Usa continua sulla base di un accordo di mutua assistenza bilaterale fra gli Stati Uniti e i singoli paesi europei.

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