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Ricerca e sviluppo

L’R&D industriale Ue cresce ma non abbastanza

L’R&D industriale Ue cresce ma non abbastanza
Le imprese Ue hanno aumentato gli investimenti in innovazione, ma rimangono indietro rispetto a quelle americane e asiatiche. Per la Commissione la situazione si sblocca con brevetto unico e nuove regole per il capitale di rischio.

18 Ottobre 2011

Il "Quadro di valutazione 2011 dell'Ue sugli investimenti nella ricerca e sviluppo industriale" della Commissione europea evidenzia che gli investimenti R&D delle maggiori imprese Ue hanno registrato una ripresa nel 2010, con una crescita del 6,1% a seguito di una diminuzione del 2,6% nel 2009.

Ma i dati relativi alle 1.400 maggiori società mondiali rivelano che nel complesso le imprese Ue rimangono indietro rispetto ai principali concorrenti degli Stati Uniti e di alcuni paesi asiatici per quanto riguarda la crescita in R&D.

Per la commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, in Europa "Abbiamo bisogno di una rapida adozione e attuazione delle recenti e future proposte della Commissione sul brevetto unico, sulle norme, sugli appalti pubblici e sul capitale di rischio".

Ricerca e sviluppo nel mondo
Nel 2010 si è verificata una tendenza positiva generale, quando gli investimenti in R&D a livello mondiale sono aumentati del 4%, evidenziando una ripresa dopo il calo dell'1,9% registrato nel 2009.
La classifica delle maggiori 50 imprese su scala mondiale in termini di investimenti complessivi in R&D comprende 15 società Ue, 18 imprese Usa e 13 imprese giapponesi.
Ai primi posti ci sono due società farmaceutiche: la svizzera Roche (7,2 miliardi di euro), seguita dall'americana Pfizer (7 miliardi di euro). Volkswagen (6,3 miliardi di euro) in sesta posizione, è il principale investitore Ue in R&D, seguita da Nokia (undicesima con 4,9 miliardi), Daimler (tredicesima con 4,8 miliardi) e Sanofi-Aventis (quattordicesima con 4,4 miliardi).

Le imprese statunitensi hanno avuto un risultato migliore dell'Ue nel 2010, con una crescita di investimenti in R&D del 10%, dopo un calo del 5,1% nel 2009).
Le imprese di alcuni paesi asiatici hanno continuato a registrare una crescita forte degli investimenti in R&D, tra cui il 29,5% per le società cinesi e il 20,5% per le società della Corea del Sud.
Le 1.400 società elencate nel quadro di valutazione impiegavano più di 40 milioni di persone nel 2010, il che rappresenta un aumento del 3% rispetto al 2009.

Le locomotive dell'innovazione europea
Un'analisi delle tendenze degli ultimi otto anni indica che la crescita dell'occupazione nei settori a forte intensità di R&D è in genere più elevata che in altri settori e risente meno della crisi economica.
Più di due terzi degli investimenti in R&D delle società presenti nel quadro di valutazione Ue proviene dalle imprese situate nei tre Stati membri più grandi con le imprese tedesche che registrano la crescita più alta in un anno (8,1%).
Ciò è dovuto principalmente ad alcune imprese automobilistiche (Daimler, Volkswagen e Bmw). La crescita degli investimenti in R&D delle imprese del Regno Unito è aumentata del 5,8%, vicino alla media Ue, a fronte del 3,8% delle imprese francesi.

In altri Stati membri, alcuni grandi operatori rappresentano le più alte percentuali della crescita degli investimenti in R&D. Tra questi, Novo Nordisk (27,3%) e Vestas (49,8%) in Danimarca e Banco Santander (56,3%), Telefonica (16%) e Amadeus (33,2%) in Spagna. Citate anche imprese a crescita rapida come Tom-Tom (Paesi Bassi) nel settore delle apparecchiature elettroniche, Autonomy (Regno Unito) e Gameloft (Francia) nei software e Morphosys (Germania) nelle biotecnologie.

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