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Confindustria a Bruxelles

Marcegaglia: Europa attui una strategia di crescita

Marcegaglia: Europa attui una strategia di crescita
Il Presidente di Confindustria a Bruxelles per una due giorni di incontri con i rappresentanti delle Istituzioni sui temi della crescita e delle politiche industriali. No alla tassa sulle transazioni finanziarie, sì all'emissione di eurobond e più risorse per ricerca.

Maria Palladino

22 Giugno 2010

«Molte delle politiche di maggiore rilievo per le nostre imprese, a cominciare da quelle per il mercato interno, l'ambiente, la concorrenza e l'energia, si definiscono essenzialmente a livello europeo e noi non possiamo permetterci il lusso di essere assenti o distratti».

Così Emma Marcegaglia si é rivolta agli eurodeputati durante un incontro al Parlamento europeo organizzato nell'ambito di una due giorni di incontri a Bruxelles con cui Confindustria ribadisce che in Europa c'è e vuole esserci.

Per la presidente degli industriali italiani l'Europa deve definire e attuare una strategia ambiziosa, per far fronte alle urgenze e per tornare a crescere.

Una strategia che dovrebbe poggiare su tre punti. Innanzitutto l'attuazione di misure coraggiose di risanamento dei conti che portino anche ad un aumento della crescita potenziale.
In secondo luogo la definizione di una nuova governance economica europea che passi attraverso un miglior controllo dei conti pubblici nazionali, sanzioni incisive e un maggior coordinamento di tutte le riforme che hanno un impatto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche degli Stati membri.
Infine la realizzazione di un programma integrato di riforme e di azioni, come la strategia Europa 2020, a sostegno della crescita e del miglioramento della competitività delle economie europee.

Saranno cruciali in questo senso il lancio di una politica industriale integrata, di un piano per l'innovazione e la ricerca, il completamento del mercato interno e la realizzazione di quelle infrastrutture di rete necessarie a riportare l'Europa ad essere all'avanguardia nel settore dell'energia, dei trasporti e della banda larga.
Questa visione strategica si integra con le richieste avanzate da Marcegaglia al termine degli incontri con il commissario all'industria Antonio Tajani e quello con il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia: «Se in Europa non si comincerà a ritirare al più presto i piani anti-crisi, il rischio è di creare distorsioni tra le imprese dei vari Paesi. E l'Italia sarebbe tra quelli che soffrirebbero di più di questa situazione. Ci sono Paesi come il nostro - ha spiegato - in cui le imprese non hanno ricevuto alcun sostegno, mentre in altri sono stati stanziati cospicui pacchetti di stimolo dell'economia. Questi pacchetti non possono essere tenuti in piedi troppo a lungo - ha proseguito - perché questo significherebbe creare delle distorsioni. Bisogna dunque pensare a delle way out graduali».

Nel corso dell'incontro con gli europarlamentari, invece, il numero uno di Confindustria ha sottolineato che l'Europa è e sarà sempre l'orizzonte verso cui guardare.
Sulla decisione europea di varare una tassa sulle transazioni finanziarie Marcegaglia ha affermato di non essere d'accordo «perché le tasse poi si riversano sempre sui cittadini. Se si trattasse di un'accordo internazionale avrebbe senso, se invece dovesse essere una tassa solo europea allora ho delle perplessità. Credo invece che un tema fondamentale sia l'emissione degli eurobond - ha aggiunto Marcegaglia - secondo i nostri studi, infatti, c'è spazio nei mercati per questo tipo di operazione. Ad esempio molti imprenditori cinesi sarebbero interessati».
Decisivo inoltre il tema delle risorse europee che per il 42% sono ancora dedicate all'agricoltura. Marcegaglia ha sottolineato come la ricerca e l'innovazione, la politica industriale, l'ambiente, siano altrettanto fondamentali per la crescita e lo sviluppo europei. Al termine dell'incontro in Parlamento il presidente di Confindustria ha espresso l'impegno della sua confederazione ad aiutare le piccole e medie imprese ad ottenere maggiori informazioni e quindi più possibilità di accedere ai finanziamenti europei.

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