Agroindustry, Food & Health
Regolamenti
Mediterraneo: da giugno cambia la pesca
31 Maggio 2010
Regolamento_pesca_sostenibile_Mediterraneo.pdf
Tag pesca
Secondo tali disposizioni è vietato gettare reti da traino fino a 1,5 miglia (2.778 metri) e draghe entro le 0,3 miglia (555 metri) dalla costa impedendo la pesca di molluschi bivalvi come telline, cannolicchi, vongole, che, generalmente, vengono catturati a una distanza di massimo 100 metri dal litorale.
Non sono solo queste le disposizioni che preoccupano gli operatori del settore della pesca, ma anche quelle che riguardano le forme delle reti, che comprometterebbero numerose imbarcazioni facendole diventare fuori norma, e l'obbligo di tenere un giornale di bordo informatizzato che dovrà essere compilato prima di entrare in porto.
Molte associazioni di pesca italiane stanno effettuando ricerche e studi per fare il punto dell'impatto che avrà l'entrata in vigore della normativa sulla situazione produttiva, economica e occupazionale.
Le regioni italiane che ne risentiranno maggiormente sono Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, i cui armatori stimano una perdita intorno ai 12 milioni di euro l'anno.
Per quanto riguarda il basso Adriatico e il mar Ionio, secondo alcune associazioni di categoria pugliesi, con l'entrata in vigore del nuovo regolamento gli operatori patiranno una perdita pari al 50% del pescato.
Tuttavia, il regolamento sembra lasciare uno spiraglio. Prevede, infatti, che gli Stati membri, fornendo giustificazioni scientifiche e tecniche aggiornate, possano derogare a tali norme.
L'Italia si è già appellata a questo emendamento, chiedendo alcune deroghe per poter continuare certi tipi di pesca tradizionale.
Giovedì 3 giugno, al ministero delle Politiche agricole ci sarà un'assemblea che vedrà partecipare tutte le associazioni della pesca che potrebbero chiedere una moratoria del regolamento e l'avvio di una ulteriore ricerca sull'attuale morfologia del Mediterraneo.
Europarlamento24 Agroindustry, Food & Health




Rss