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Regolamenti

Mediterraneo: da giugno cambia la pesca

Mediterraneo: da giugno cambia la pesca
L'entrata in vigore di un regolamento dell'Unione europea vieta la pesca degli anelli di base della catena trofica. Telline e calamaretti non potranno più essere pescati. Le associazioni di settore italiane, contrarie, si appellano a un emendamento del regolamento per ottenere deroghe.

31 Maggio 2010

Il primo giugno entra in vigore il regolamento Ce 1967/2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo e che va a modificare il regolamento Cee 2847/93 che, a sua volta, abroga il regolamento Ce 1626/94.
Secondo tali disposizioni è vietato gettare reti da traino fino a 1,5 miglia (2.778 metri) e draghe entro le 0,3 miglia (555 metri) dalla costa impedendo la pesca di molluschi bivalvi come telline, cannolicchi, vongole, che, generalmente, vengono catturati a una distanza di massimo 100 metri dal litorale.
Non sono solo queste le disposizioni che preoccupano gli operatori del settore della pesca, ma anche quelle che riguardano le forme delle reti, che comprometterebbero numerose imbarcazioni facendole diventare fuori norma, e l'obbligo di tenere un giornale di bordo informatizzato che dovrà essere compilato prima di entrare in porto.
Molte associazioni di pesca italiane stanno effettuando ricerche e studi per fare il punto dell'impatto che avrà l'entrata in vigore della normativa sulla situazione produttiva, economica e occupazionale.
Le regioni italiane che ne risentiranno maggiormente sono Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, i cui armatori stimano una perdita intorno ai 12 milioni di euro l'anno.

Per quanto riguarda il basso Adriatico e il mar Ionio, secondo alcune associazioni di categoria pugliesi, con l'entrata in vigore del nuovo regolamento gli operatori patiranno una perdita pari al 50% del pescato.

Tuttavia, il regolamento sembra lasciare uno spiraglio. Prevede, infatti, che gli Stati membri, fornendo giustificazioni scientifiche e tecniche aggiornate, possano derogare a tali norme.
L'Italia si è già appellata a questo emendamento, chiedendo alcune deroghe per poter continuare certi tipi di pesca tradizionale.

Giovedì 3 giugno, al ministero delle Politiche agricole ci sarà un'assemblea che vedrà partecipare tutte le associazioni della pesca che potrebbero chiedere una moratoria del regolamento e l'avvio di una ulteriore ricerca sull'attuale morfologia del Mediterraneo.

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