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News Corp-BSkyB: intanto la Commissione ha detto sì

News Corp-BSkyB: intanto la Commissione ha detto sì
Quando la lobby produce effetti. Le pressioni che da più parti arrivano sui decisori inglesi produrranno l’esito a cui Murdoch punta.

E.B.

29 Dicembre 2010

È ancora in discussione l'acquisizione del controllo totale della società televisiva inglese BSkyB da parte di News Corporation. È attesa entro il 31 dicembre la decisione finale dell'authority e poi il 10 gennaio quella del governo inglese, ma le forti pressioni sulle istituzioni e le persone chiamate a decidere rischiano di spostare i termini della vicenda dal piano tecnico a uno più marcatamente politico.
Non sarà facile per l'authority inglese dire la propria senza timori sull'acquisizione totale della proprietà di BSkyB da parte di News Corporation.

Da qualche giorno la società di Rupert Murdoch ha ottenuto il placet all'operazione da parte della Commissione europea e ora rimane pendente il parere dell'Ofcom e quindi il pronunciamento del governo inglese. Il primo parere è atteso entro il 31 dicembre, l'esecutivo scioglierà il nodo il 10 gennaio, ma fino a qualche giorno fa in molti ritenevano probabile che la decisione potesse arrivare prima.

Le cose si sono però vieppiù complicate in queste ultime giornate. Secondo la Commissione la situazione che si verrebbe a creare non ostacolerebbe «in maniera significativa la concorrenza effettiva nello spazio economico europeo o in una parte sostanziale di esso».
Appurato questo, Bruxelles ha ribadito che «al Regno Unito rimane di decidere se prendere o meno misure appropriate per proteggere il suo interesse legittimo al pluralismo dei media», come del resto previsto dall'articolo 21 del regolamento Ue sulle concentrazioni.

Niente di strano che contro il takeover si siano già pronunciati gli editori britannici e perfino la chiesa anglicana. Ma subito dopo la decisione Ue altre polemiche sono fioccate.
Ha sorpreso e perfino scandalizzato qualcuno che lo stesso ministro inglese incaricato di dirimere la vicenda, Vince Cable, si fosse espresso (off the record, ma evidentemente non del tutto) nettamente contro questa possibilità.

Al posto di Cable, ritenuto di conseguenza inidoneo al ruolo, il governo di David Cameron ha chiamato ad esprimersi il segretario alla cultura Jeremy Hunt, ma subito anche su di lui sono piovute critiche preventive.
Il capo del governo ombra, John Denham ha chiesto all'esecutivo se si trattasse della persona giusta per un incarico così delicato, accusando Hunt di avere già espresso in questi mesi giudizi pregiudizialmente positivi sul takeover.

A favore della conclusione dell'affare e ottimista sull'esito si è dichiarato Martin Sorrell, ceo di Wpp, il più grande colosso della comunicazione inglese, buon cliente e consulente di Murdoch con le sue agenzie e centri media in giro per il mondo.

Così la sensazione che il giudizio finale sulla vicenda non potrà che essere politico, pare avere il sopravvento su ogni altra considerazione. Con buona pace del giudizio “tecnico” emesso dalla Commissione.

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