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High Tech & Media

Futuro digitale

Ngn e tv, la Ue "aspetta" l'Italia

Ngn e tv, la Ue "aspetta" l'Italia
La dinamica di tematiche come le reti di nuova generazione e il digitale terrestre si interseca con quella dell'agenda politica interna.

Emanuele Bruno

07 Settembre 2010

Sarebbe in predicato una sua promozione al ruolo di Ministro per lo sviluppo economico ancora vacante dopo le dimissioni di Claudio Scajola.
Ma se questo avvenisse, Paolo Romani lascerebbe in eredità al successore il compito di operare immediatamente alcune scelte molto delicate anche in prospettiva Ue.

Sta lavorando su due fronti molto importanti l'attuale viceministro per le Comunicazioni, su argomenti che chiamano in causa l'opportunità di rispettare tempi, principi e ottica europei.

Il primo tema caldo è quello delle reti di nuova generazione e ad altissima velocità, tra i punti forti e qualificanti e, di fatto, il vero motore dell'Agenda Digitale europea definita da Neelie Kroes.
Su questo terreno in Italia si è fin qui assistito alla querelle innescata dalla contrapposizione tra il neonato consorzio di operatori che riunisce tutti i principali player delle tlc tranne Telecom e il gruppo guidato da Carlo Bernabè, che vuole portare avanti il proprio autonomo progetto senza associarsi con gli altri.

Romani si è fatto fin qui promotore di una serie di incontri preparatori (i prossimi sono fissati per la metà di questo mese) volti a definire il quadro generale ma anche a trovare una via d'uscita per una situazione assai complessa che sta ritardando la portanza del processo.

Secondo molti tra gli analisti l'Italia non può permettersi due diversi e concorrenti progetti di sviluppo delle reti di nuova generazione. Su questo terreno, stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe però già molto avanzato il lavoro di mediazione di Romani e potrebbe essere sempre più vicina l'ipotesi di una qualche forma di accordo tra Telecom e il gruppo degli altri operatori.

Altro problema complesso è quello della gestione della lunga agenda di switch-off dall'analogico al digitale terrestre, un processo in cui entrano in gioco equilibri e interessi che è difficile tenere insieme, ma anche il rispetto degli appuntamenti che chiamano in causa, ad esempio, anche i cambi di tecnologia nei Paesi confinanti.
Il prossimo decisivo passo è quello dello spegnimento definitivo dell'analogico in Lombardia e il Piemonte orientale, che è già slittato una volta e ora è fissato per il 25 ottobre.

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