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Agroindustry, Food & Health

Prodotti alimentari

No agli alimenti da animali clonati, sì ai nano-cibi

No agli alimenti da animali clonati, sì ai nano-cibi
La Commissione Ambiente esclude dalla lista dei prodotti alimentari quelli derivanti da clonazione, anche per la progenie. La nanotecnologia è tollerata, ma solo se rischi ed effetti sono ben valutati.

04 Maggio 2010

Con 42 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti, la Commissione Ambiente (Envi) ha escluso dalla lista di nuovi prodotti alimentari autorizzati dalla bozza di legge quelli derivanti da animali clonati e dalla loro progenie. Inoltre, i cibi i cui processi di produzione fanno ricorso alla nanotecnologia dovranno essere sottoposti ad un'attenta e adeguata valutazione dei rischi e dei possibili effetti dei nanomateriali, non ancora ben noti nel settore agroalimentare, prima che ne vengano approvati etichettatura e impiego. La presenza di nano-alimenti dovrà essere chiaramente indicata sull'etichetta dei prodotti.

Per ragioni di salvaguardia della salute pubblica potranno essere introdotti sul mercato solo gli alimenti geneticamente modificati che rientrano nella lista comunitaria definita dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa). Le procedure e l'iter autorizzativi saranno centralizzati.

Per “nuovi alimenti” l'Unione Europea intende i cibi non abitualmente consumati al suo interno prima del 1997, anno di introduzione della loro prima regolamentazione, vale a dire nuovi cibi prodotti attraverso le nanotecnologie ma anche alimenti consumati al di fuori dell'Ue.

Partendo dal principio di precauzione e con l'obiettivo di assicurare un elevato livello di sicurezza alimentare oltre che a tutela dell'ambiente e della salute pubblica e animale, i membri della Commissione si sono mostrati determinati nel voler escludere totalmente gli alimenti derivati da animali clonati. La proposta iniziale della Commissione prevedeva l'inclusione degli alimenti derivanti da animali clonati ma non dalla loro progenie, al contrario di quanto aveva espresso il Consiglio, a favore di entrambi. Gli eurodeputati hanno chiesto alla commissione di presentare una proposta di legge separata che invece li vieti; richiesto anche il parere del Gruppo Europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie prima dell'inserimento di ogni "nuovo alimento" nella lista.

Si attende ora la decisione della seduta plenaria prevista per il mese di luglio.

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