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Agricoltura

No alle galline ovaiole in batteria

No alle galline ovaiole in batteria
Il Parlamento approva una risoluzione per salvaguardare il benessere delle galline ovaiole e contrastare pratiche di concorrenza sleale dovute al commercio illegale di uova con sazioni dissuasive.

16 Dicembre 2010

Qualsiasi tentativo di eludere il divieto Ue sulle gabbie di batteria per le galline ovaiole che avrà effetto nel gennaio 2012 deve essere contrastato, afferma una risoluzione del Parlamento europeo approvata in sede di plenaria.

Il benessere degli animali deve essere salvaguardato e deve essere contrastata la concorrenza sleale da parte di quei produttori che continuano illegittimamente ad utilizzare questi metodi.

I deputati chiedono agli Stati membri di adottare
piani d'azione nazionali con sanzioni dissuasive al fine di far rispettare le norme.

Tuttavia, i deputati ritengono che un numero sostanziale di Stati membri e il 30% della produzione di uova in Europa non siano pronti a rispettare il divieto dal 1 gennaio.
Essi temono che questo comporti scarsità di uova e un conseguente aumento dei prezzi, così come il commercio di uova non conformi alla direttiva non  negoziabili legalmente nell'Unione europea.

Nonostante questo, il Parlamento si oppone a qualsiasi rinvio o deroghe al divieto dal momento che questo potrebbe danneggiare gravemente il benessere delle galline.

La risoluzione è stata approvata da 459 voti favorevoli, 32 contrari e 17 astensioni e chiede alla Commissione di rispettare il divieto e si opporsi ai tentativi da parte degli Stati membri di ottenere un differimento.

Essa chiede inoltre alla Commissione di presentare, entro il 31 dicembre 2011, un elenco di produttori di uova, trasformatori e commercianti che non rispettano la legge.

I deputati, tuttavia, ritengono opportuno trovare anche una soluzione per quei produttori che hanno iniziato a cambiare i sistemi di allevamento ma non completaranno il processo prima della scadenza.

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