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Nuova strategia commerciale per un punto di Pil all'anno

Nuova strategia commerciale per un punto di Pil all'anno
La proposta "Commercio, crescita e affari internazionali" della Commissione prevede un'intensificazione dei rapporti commerciali e reciprocità delle regole.

Maria Palladino

09 Novembre 2010

Ridurre gli ostacoli al commercio, ad aprire i mercati mondiali e a ottenere condizioni eque per le imprese europee.
A questo mira il documento di lavoro "Commercio, crescita e affari internazionali" presentato dal Commissario Ue al Commercio Karel De Gucht.
«La storia ci ha insegnato che il commercio funziona» ha affermato il Commissario, sottolineando che gli scambi commerciali «contribuiscono alla ripresa commerciale in Europa portando crescita e nuovi posti di lavoro».

Nell'Ue, ha spiegato De Gucht, i due terzi delle importazioni sono merci che sono ulteriormente lavorate e poi a loro volta esportate, per questo «l'Europa ha interesse in un regime commerciale aperto nell'ambito di un quadro internazionale equo e regolato».

Per la Commissione una nuova strategia commerciale per l'Ue aiuterà a superare la crisi e a rafforzare l'economia europea, attraverso, tra l'altro, il completamento dei programmi di negoziato con i principali partner commerciali tra cui l'India e i paesi del Mercosur.

Questo dovrebbe portare, dicono da Bruxelles, a un aumento del Pil europeo più o meno dell'1% all'anno.
Tra le proposte della Commissione anche un'intensificazione delle relazioni commerciali con Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone, in particolar modo per quanto riguarda l'eliminazione di barriere non doganali agli scambi commerciali.

E a questo riguardo il Commissario De Gucht ha sottolineato che «l'Unione europea non accetterà la partecipazione della Cina ad appalti pubblici in Europa, per la realizzazione di opere che ricevono contributi Ue, finché la aziende europee non potranno fare lo stesso in Cina. È una questione di regole, di reciprocità».

Tra le altre misure proposte da Bruxelles l'apertura di negoziati sulle norme che regolano gli investimenti con alcuni partner Ue strategici per far sì che gli scambi commerciali siano equi e che le regole siano rispettate, e infine assicurare a che il commercio resti inclusivo, in modo che i benefici degli scambi vadano a vantaggio del più grande numero di persone possibili e non solo a una ristretta cerchia di privilegiati.

Secondo un'indagine di Eurobarometro due terzi dei cittadini europei ritengono che l'Ue abbia tratto beneficio dal commercio internazionale. Inoltre la maggioranza è fiduciosa che i prodotti e i servizi europei possono competere con successo nel mercato globale.

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