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Nuovo framework per l'interoperabilità: prime reazioni

Nuovo framework per l'interoperabilità: prime reazioni
L'orientamento della Commissione europea sull'open source e il riuso per le Pubbliche amministrazioni salutata positivamente da Red Hat. Il concetto rimane comunque perfettibile.

22 Dicembre 2010

Riconoscendo il ruolo che open source e standard aperti svolgono per l'innovazione, la Commissione Europa ha rilasciato l'European Interoperability Framework, una policy per le Pubbliche amministrazioni europee che è anche aggiornamento al framework originale del 2004, adottato con lo scopo di promuovere l'erogazione di servizi pubblici in Europa, consentendo un'interoperabilità tra nazioni e tra settori differenti, guidare le Pubbliche Amministrazioni nel compito di fornire servizi pubblici europei ad aziende e cittadini, integrare ed arricchire i vari framework nazionali .

Eif è il risultato di uno sforzo che ha coinvolto numerosi attori per diversi anni nello sforzo di cambiare il paradigma dell'implementazione It nel settore pubblico.
Dovrebbe essere considerato quando i governi prendono decisioni sui servizi pubblici europei, a supporto dell'implementazione di policy dell'Unione Europea, e dovrebbe essere allo stesso modo preso in esame nella definizione di servizi che possano essere utilizzati in futuro come parte di servizi pubblici europei.

Secondo la società Red Hat la Commissione ha considerato gli interessi e le ragioni delle comunità legate all'open source e all'approccio proprietario, cercando di raggiungere un compromesso accettabile e comunque perfezionabile.

Per Red Hat alla Commissione va dato il merito di aver adottato questa policy resistendo alle forti pressioni per un'eliminazione generale delle tecnologie aperte.

Oltre al principio, chiaro, dell'apertura delle infrastrutture, l'Eif coglie un altro tratto dalla comunità open source, la riusabilità, in base al quale le amministrazioni pubbliche devono essere disposte a condividere con altri soluzioni, concetti, framework, specifiche, strumenti e componenti' compreso l'utilizzo di piattaforme, tool, specifiche e componenti collaborativi.

Elemento chiave dell'Eif, fa notare Red Hat, sarà dunque la misura dell'implementazione nella pratica dei concetti di specifiche e standard aperti.
I governi europei sono chiamati a preferire specifiche aperte, tenendo conto di esigenze, maturità e supporto del mercato quando si stabiliscono dei servizi pubblici.

Secondo l'Eif, gli standard che meglio implementano gli obiettivi dell'ente sono aperti quando tutti hanno la possibilità di contribuire allo sviluppo delle specifiche e la revisione pubblica è parte del processo decisionale; le specifiche sono analizzabili da chiunque; i diritti di proprietà intellettuale relativi alle specifiche sono su licenza Frand o royalty-free in modo da consentirne l'implementazione su software proprietario o open source.

Per Red Hat il nuovo Eif non è perfetto, dato che la definizione di standard aperti resta ancora un punto di contradditorio nel settore It. Ma anche se la nuova definizione non offre all'open source e alla comunità open standard ciò che avrebbero voluto, la policy Ue deve essere accolta positivamente come dichiarazione a favore dell'apertura.

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