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Gestione delle città

Pendolarismo da bollino rosso anche nella Ue

Pendolarismo da bollino rosso anche nella Ue
Indagine di Ibm su 8.129 automobilisti di 20 città nel mondo. Traffico peggiorato in tre anni. A Milano record europeo di numero di pendolari e di incidenza del traffico sulla salute. Un trasporto pubblico più efficiente è la nostra chimera.

05 Luglio 2010

In molte delle città più importanti del mondo lo spostamento quotidiano dei pendolari è più ostico di quanto ci si immagini e rispecchia l'incapacità dell'infrastruttura dei trasporti di tenere il passo con l'attività economica.
Il dato emerge dal primo studio globale di Ibm sui problemi del pendolarismo, il Commuter Pain Study. Ibm ha intervistato 8.192 automobilisti, in 20 città di cinque continenti, che hanno affermato che il traffico è peggiorato negli ultimi tre anni.

Lo studio traccia un quadro dei pendolari delle aree metropolitane che faticano ad andare e tornare dal lavoro ogni giorno. Ad esempio, il 57% di tutti gli intervistati afferma che il traffico stradale ha influito negativamente sulla propria salute. Una percentuale che sale al 96% a Nuova Delhi e al 95% a Pechino. Analogamente, il 29% complessivamente afferma che il traffico stradale ha influito negativamente sulle prestazioni lavorative o scolastiche (dato che sale all'84% a Pechino, al 62% a Nuova Delhi e al 56% a Città del Messico).

Sulla base dei risultati dell'indagine Ibm ha compilato un indice che classifica il “dazio” emotivo ed economico del pendolarismo in ciascuna città, su una scala da 1 a 100, (dove 100 rappresenta il più oneroso).
L'indice si compone una decina di aspetti, dal tempo di spostamento al prezzo della benzina, dagli effetti sulla psiche a quelli sulle prestazioni lavorative.
I punteggi conseguiti dalle città: Pechino 99, Città del Messico 99, Johannesburg 97, Mosca 84, Nuova Delhi 81, San Paolo 75, Milano 52, Buenos Aires 50, Madrid 48, Londra 36, Parigi 36, Toronto 32, Amsterdam 25, Los Angeles 25, Berlino 24, Montreal 23, New York 19, Houston 17, Melbourne 17, Stoccolma 15.
È diffusa la sensazione che le conseguenze del traffico incidano negativamente sulla salute (57%), con punte che sfiorano la totalità degli intervistati a Nuova Delhi (96%) e Pechino (95%). Stress (30%), rabbia (27%) e riduzione delle ore di sonno (15%) sono i sintomi maggiormente accusati dai commuter.

Per quanto riguarda Milano, il 41% degli intervistati (414 in totale) afferma che il traffico è un problema serio e quasi il 60% dei pendolari sostiene che la situazione è peggiorata negli ultimi tre anni.
Il 67% dei milanesi afferma che il traffico ha un'influenza negativa sulla salute, e tale percentuale è la più alta tra le città dell'Unione Europea sondate.
I più rilevanti problemi di salute indicati dagli intervistati della città di Milano sonovmaggiore stress (38%) e maggiore rabbia (35%), in linea con i dati globali.
Tra le sette città intervistate nell'Unione Europea, a Milano si riscontra anche la più alta percentuale di pendolari (28%) che sostiene di essersi trovata costretta a modificare, a causa della crisi economica, la modalità di trasferimento per raggiungere il posto di lavoro.
All'interno di questo gruppo il 21% afferma di utilizzare il car sharing per recarsi sul posto di lavoro (terzi in Europa dopo Madrid e Stoccolma) e il 21% di lavorare più spesso da casa.
Il 19% dei pendolari lombardi predilige i mezzi di superficie per recarsi al lavoro o a scuola, ed è la più alta percentuale tra tutte le città dell'Unione Europea. Il 21% afferma che il traffico influenza negativamente le performance lavorative o scolastiche. Il 31% afferma di aver cancellato almeno un viaggio nell'ultimo mese a causa del traffico e le destinazioni interessate riguardavano per lo più l'area lavorativa (35%) e quella ricreativa (33%).

Circa le possibili soluzioni da attuare per ridurre lo stress causato dai viaggi, il 57% dei pendolari milanesi ha risposto che la soluzione migliore consisterebbe in un migliore servizio di trasporti pubblici.

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