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Bilaterali
Per gli accordi energetici extra-Ue servirà l'Ok della Commissione
08 Settembre 2011
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Lo prevede una proposta avanzata dalla Commissione, secondo cui, in un contesto dove la quota di import nell'Ue sfiora l'80% per il petrolio e va oltre il 60% nel gas, le decisioni e gli accordi nazionali esercitano un impatto significativo sullo sviluppo delle infrastrutture e sull'approvvigionamento di energia dell'Unione nel suo complesso.
Attualmente, invece, non esiste alcun obbligo di informazione alla Commissione europea sugli accordi bilaterali tra stati e paesi terzi.
I vari Governi (Italia compresa) si sono così mossi sempre in ordine sparso per ottenere le fonti energetiche necessarie al proprio fabbisogno.
Secondo l'esecutivo Ue c'è invece la necessità di un migliore coordinamento fra gli Stati membri per identificare e attuare priorità chiare in tema di politica energetica; in sostanza i singoli Paesi dovrebbero informare Bruxelles sull'intenzione di aprire negoziati e comunicare la versione definitiva dell'accordo.
“Non vogliamo interventi retroattivi - ha specificato il commissario all'energia Guenther Oettinger - la cosa importante è che i futuri accordi con i fornitori siano compatibili con le norme europee”.
Altri elementi della proposta sono la possibilità di negoziare le intese a livello Ue se necessario per raggiungere gli obiettivi essenziali comuni (è il caso dell'accordo con l'Azerbaigian e il Turkmenistan sul gasdotto transcaspico, per il quale è stato richiesto un mandato specifico dal Consiglio), un nuovo partenariato per i progetti relativi alle energie rinnovabili con i paesi del Mediterraneo meridionale, nonchè la promozione di norme giuridicamente vincolanti a livello internazionale in materia di sicurezza nucleare, anche in sede di Agenzia internazionale per l'energia atomica.
“Negli ultimi anni la nostra politica energetica ha compiuto veri progressi - ha dichiarato Oettinger-. Ma per l'Ue è giunta l'ora di estendere i successi del suo grande mercato interno dell'energia al di là delle proprie frontiere: si tratta di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico all'Europa e di stimolare partenariati internazionali in questo settore. La Commissione propone un approccio coerente alle relazioni con i paesi terzi in ambito energetico. A questo fine è necessario migliorare il coordinamento interno affinché l'Ue e i suoi Stati membri agiscano e si esprimano con una sola voce”.
Oltre alla comunicazione, la Commissione ha proposto di istituire un meccanismo per lo scambio di informazioni relative agli accordi intergovernativi nel settore energetico fra Stati membri e paesi terzi. Questo sistema estenderebbe a tutte le forme di energia la procedura di notifica già in vigore per le intese nel settore del gas. Il filtro europeo alle scelte bilaterali degli stati sarà comunque al centro di grandi discussioni nelle prossime settimane; della proposta si occuperà in prima battuta il Consiglio e successivamente il Parlamento.
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