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Industria culturale
Per l'Ue occuparsi di cultura significa curare il 5% del Pil
12 Maggio 2011
Nome: Silvia
Cognome: Costa
Gruppo Parlamentare: S&D
E-mail: silvia.costa@europarl.europa.eu
Nome: Marco
Cognome: Scurria
Gruppo Parlamentare: PPE
E-mail: marco.scurria@europarl.europa.eu
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«Vorremmo - ha detto Scurria - che oltre a parlare degli importanti temi come l'immigrazione e la crisi economica si parlasse anche di quanto in Europa si fa concretamente per sostenere l'industria culturale che è un’importante fonte di reddito. Le imprese culturali rappresentano il 4-5% del Pil europeo, ossia 600 miliardi di giro d'affari annuo e 6 milioni di posti di lavoro. E va aggiunto che questo è uno dei pochi settori che durante la crisi è cresciuto anziché arretrare».
In una risoluzione sullo sblocco delle potenzialità dell'industria culturale, di cui l'italiana Silvia Costa, della Commissione Cultura, è stata relatrice ombra per il gruppo S&D, gli eurodeputati hanno chiesto che l'Ue completi il mercato interno per le opere culturali online abolendo gli ostacoli esistenti, come le diverse norme nazionali sull'Iva e sui metodi di pagamento per le vendite via rete.
Allo stesso tempo, deve essere garantita la protezione della proprietà intellettuale.
La risoluzione propone un sistema di licenze europeo e uno sportello unico per ottenere il permesso all'uso dei diritti d'autore e facilitare la circolazione delle opere.
Il Parlamento ha chiesto anche maggior sostegno finanziario per la traduzione, il doppiaggio, i sottotitoli e la digitalizzazione delle opere culturali europee proponendo la creazione di una linea di bilancio specifica per sostenere la digitalizzazione del cinema europeo.
Ma l'Ue ha anche bisogno di più cultura anche nei propri impegni diplomatici per promuovere i diritti umani e lo sviluppo, come riporta un’altra risoluzione non legislativa che chiede la creazione di un dipartimento per la diplomazia culturale e digitale all'interno del Servizio diplomatico d'azione esterna, con la designazione di un responsabile, in ognuna delle delegazioni, per le relazioni culturali con i paesi terzi e la promozione della cultura europea.
Con una terza risoluzione è stato chiesto che la Commissione offra la possibilità, in via eccezionale, alla città di Sarajevo di candidarsi come Capitale culturale europea per il 2014.
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