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Building, Energy & Environment

Intervista

Per le Pmi dell'edilizia un'opportunità nella nuova direttiva

Per le Pmi dell'edilizia un'opportunità nella nuova direttiva
Le opinioni di Carlo Fidanza sulla Direttiva 2010/31 Ce relativa all'efficienza energetica degli edifici, ancora da recepire, ma già da studiarne gli effetti. Previsti finanziamenti europei al settore.

Dario Colombo

04 Ottobre 2010

Direttiva 2010/31/UE

Data di pubblicazione: 18 giugno 2010

Formato: pdf

N. Pagine: 23

Lingua: italiana

Fonte: Gazzetta Ufficiale Ue

Direttiva_2010_31_CE.pdf

Le decisioni di Parlamento europeo e Consiglio sulla prestazione energetica degli edifici.
Orientarsi fra le novità della direttiva 2010/31 Ce

Data di pubblicazione: luglio 2010

Formato: pdf

N. Pagine: 10

Lingua: italiana

Dimensione: 3,4 Mb

direttiva_2010_31_spiegata.pdf

Il rendimento energetico nell'edilizia: la direttiva 2010/31 Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, spiegata dall'architetto Sofia Febo, del dipartimento di ingegneria dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara.
Carlo Fidanza

Nome: Carlo

Cognome: Fidanza

Gruppo Parlamentare: PPE

E-mail: carlo.fidanza@europarl.europa.eu

Attività

Tag ambiente, efficienza energetica, energia, Finanziamenti, imprese

Ha seguito le tematiche relative alle Pmi sin da quando era amministratore locale.
Ora che Carlo Fidanza è eurodeputato, è impegnato attivamente nella Commissione per i trasporti e il turismo.

Ma l'occhio sull'impresa è sempre vigile, anche per cogliere tutti gli influssi che regolamenti e direttive europee hanno sulla nostra legislazione.

Recentemente è entrata in vigore la direttiva 2010/31/Ce sul miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, e ora gli Stati la devono recepire.

Abbiamo pertanto chiesto a Fidanza come la direttiva riuscirà a cambiare, in meglio, il mercato delle costruzioni in Italia, nel quale operano grandi gruppi, ma anche tante piccole e piccolissime imprese.

«L'impatto della nuova direttiva sul mercato non sarà di certo indifferente - ha detto Fidanza a Europarlamento24 - l'obiettivo finale é di costruire edifici a energia quasi zero ovvero con un fabbisogno energetico molto basso. La legge comunitaria disciplina dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica, tendendo a preferire sistemi di fornitura basati su fonti rinnovabili. È previsto, data l'importanza capitale della gestione efficace e sostenibile dell'energia, un sistema d'incentivi finanziari volti a favorire questo tipo d'edilizia. La direttiva influenzerà sia i grandi gruppi che le piccole imprese, creando nuove opportunità di lavoro con l'aiuto dei finanziamenti da parte dell'Ue. Qualsiasi progetto di ristrutturazione, anche solo d'un impianto termico, d'ora in poi sarà molto più complesso e avrà l'occasione dunque di rispondere alla nuova domanda di mercato».

Gli effetti Europa-Regioni, si faranno dunque sentire in campo edilizio. In oggetto, la direttiva in questione andrà a influire sull'attestato di prestazione energetica e sulle certificazioni in essere nel nostro Paese. Fidanza prevede un lavoro intenso di sintonizzazione e di allineamento a livello regionale?

«Considerando il fatto che gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale dell'energia dell'Unione e che rappresentano un settore in continua evoluzione, è necessario adottare misure di monitoraggio come quella descritta dall'attuale direttiva europea. Infatti, le previsioni della direttiva disciplinano la creazione di un attestato di prestazione energetica, chiedendo per altro agli enti pubblici di adoperarsi in modo tale da mettere in atto i requisiti richiesti. Ritengo che le regioni attueranno notevoli sforzi per mettere in pratica il prima possibile questo tipo di norma e che un attestato per edificio, che sia pubblico o privato, responsabilizzi il cittadino sul livello dei consumi energetici. Bisogna ricordarsi, tra l'altro, che la direttiva, pur mirando a un'omologazione dei requisiti minimi, tiene conto delle tendenze climatiche della regione e permette allo Stato Membro di disciplinare in maniera abbastanza flessibile in materia. Se ne deduce quindi che, per quanto l'applicazione sarà immediata, ci saranno dei divari regionali dovuti al clima».

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