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Più export per l'agroalimentare: lo dice Food Trend Foundation

Più export per l'agroalimentare: lo dice Food Trend Foundation
La fondazione nasce per fare moral suasion in Italia e in Europa su valori e cifre di uno dei nostri settori di punta. E c'è già una prima analisi comparativa che suggerisce alcuni percorsi per sostenere le esportazioni di ciò che è riconosciuto come made in Italy.

Dario Colombo

Il settore alimentare Ue fattura quasi 1.000 miliardi di euro all'anno. L'Italia fa la sua parte, con 119 miliardi, ma con un fatturato medio di 1,6 milioni per impresa.
Segno che sono tante le imprese di piccola dimensione (solo 895 quelle con più di 50 addetti) e segno che per sostenere la competizione serve maggiore capacità di aggregazione, oltre a una più spiccata inclinazione a esportare.

Sono solo alcune delle sintesi a cui giunge Denis Pantini di Food Trend Foundation, la fondazione apolitica nata in seno a Nomisma, per trasformazione di Sisag srl e che conta 10 soci fondatori, così come li ha elencati a Europarlamento24 il suo segretario generale, Bruno Calzia (mentre presidente è Paolo De Castro): Rana, Veronesi, Zonin, Granarolo, Mutti, Campari, Sfir, Rummo, Auricchio e Cremonini.

Nella sua lucida analisi (qui presente in allegato scaricabile) Pantini evidenzia come quello italiano sia un comparto caratterizzato da innovazione incrementale, che ha instaurato intensi rapporti con la parte finale della catena,  ossia la Gdo e l'utenza finale, ma che però ora deve trovare una strada nuova per sostenere i consumi, che stanno cambiando alla luce delle variabili socio-demografiche.

Un comparto penalizzato da alti costi dell'energia, dell'autotrasporto e da una leva fiscale svantaggiosa.
La lente di ingrandimento di Ftf è giocoforza puntata sull'Europa e sulle aree extra-Ue.

Per competere in questi ambiti il suggerimento è appunto di ridare vigore all'export, sostenendo anche l'innovazione di prodotto e processo, e di ridurre le inefficienze strutturali, anche favorendo le fusioni, con lo strumento della defiscalizzazione del disavanzo di concambio di fusione.

Le prime indicazioni che Food Trade Foundation propone al settore sono quindi quelle di ampliare l'orizzonte di vedute, verso uno scenario europeo ed extra-europeo in cui le dinamiche del made in Italy, se ben sostenute, possono ancora essere largamente vincenti.

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