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Più poteri al Parlamento Europeo con il Trattato di Lisbona

I nuovi poteri gli permetteranno di ampliare il proprio contributo al futuro dell'Europa.

Trattato_Lisbona_Breve.pdf

Un opuscolo dell'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea che illustra in breve il significato del Trattato di Lisbona. Contiene anche un glossario.

Trattato_Lisbona.pdf

La Gazzetta ufficiale europea del 17 dicembre del 2007 che riporta il Trattato di Lisbona

Ogni Trattato comunitario ha aumentato i poteri legislativi del Parlamento. L'ultimo passaggio è il Trattato di Lisbona, che mette il Parlamento sullo stesso piano del Consiglio dei Ministri su quasi tutte le decisioni legislative.

Il Trattato di Lisbona fa del Parlamento un legislatore più forte sottoponendo oltre 40 nuovi campi alla procedura di "codecisione", in base alla quale Parlamento e Consiglio hanno pari strumenti.
L'agricoltura, la sicurezza energetica, l'immigrazione legale, la giustizia e gli affari interni, la sanità pubblica ed i fondi strutturali sono alcuni dei settori su cui il Parlamento acquisterà più peso. Le sue decisioni avranno un impatto sempre più decisivo sulla vita di tutti i giorni.

Il Parlamento ottiene anche un ruolo maggiore nella definizione del bilancio comunitario. Sparisce infatti la vecchia distinzione fra "spese obbligatorie" (circa il 45% del bilancio dell'Ue) come quelle relative all'agricoltura o agli accordi internazionali e le "spese non obbligatorie". L'assemblea deciderà sull'insieme del budget Ue con il Consiglio dei Ministri.
Ora il Parlamento diventa responsabile dell'intero bilancio dell'Ue: non solo esprimerà un'opinione decisiva sulle priorità di spesa, ma garantirà anche che i soldi del contribuente siano ben spesi.
Infine i deputati dovranno dare il via libera a tutti gli accordi internazionali siglati dall'Ue, anche quelli commerciali.

Le decisioni del Parlamento avranno un impatto più che mai diretto sulla vita dei cittadini. I deputati dovranno quindi rispettare in tutte le loro attività i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione, in linea con la Carta dei Diritti fondamentali inclusa nel Trattato.

I parlamentari avranno anche più responsabilità verso le altre istituzioni Ue. Il Parlamento eleggerà il presidente della Commissione europea, sulla base della selezione preliminare operata dai Governi, che dovrà tenere in conto i risultati di elezioni europee.
Inoltre, il consenso del Parlamento è necessario per la nomina della nuova voce dell'Ue nel mondo e leader della politica estera, l'Alto Rappresentante per gli esteri e la politica di sicurezza, che sarà anche vice-presidente della Commissione.
Il Trattato, inoltre, conferisce al Parlamento il diritto di proporre modifiche ai trattati.

Il Parlamento dovrà garantire che i nuovi diritti civili, politici, economici e sociali inclusi nel Trattato (grazie alla Carta dei Diritti fondamentali) siano rispettati. Dovrà garantire anche l'applicazione del nuovo diritto d'iniziativa dei cittadini, che permetterà alla persone di richiedere, raccogliendo un milione di firme, nuove proposte politiche europee.
Infine il Parlamento Europeo dovrà sostenere il nuovo diritto dei parlamenti nazionali di obiettare alle proposte legislative della Commissione.

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