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Finanza

Più trasparenza per il mercato dei derivati

Più trasparenza per il mercato dei derivati
Invocate nuove norme per un mercato dei derivati più trasparente. Lo scopo è ridurre i rischi speculativi ed eventuali bolle. Fuori dal mercato prodotti agricoli e generi alimentari di prima necessità. Regole meno restrittive per le imprese che vi operano come utenti finali.

15 Giugno 2010

La crisi greca e l'avvento del G20 hanno portato a discutere su un tema caldo nell'ambiente della finanza ossia il mercato dei derivati.

Attualmente la legislazione in vigore che disciplina questi strumenti finanziari prevede norme che non sono rivolte alla trasparenza in fase di negoziazione.
Al fine di contrastare le fluttuazione sproporzionate dei prezzi e bolle speculative, il Parlamento europeo invita la Commissione a nuove regole che da un lato assicurano una maggiore trasparenza anche se è materia per esperti e specialisti, e dall'altro consentono alle autorità di regolamentazione di fissare dei limiti per le posizioni di mercato.
Il testo approvato chiede che vengano prese in analisi nuove modalità per diminuire il volume globale dei prodotti derivati e che vengano proposti requisiti patrimoniali più elevati per gli istituti finanziari in caso di contratti bilaterali di derivati non ammissibili alla compensazione centrale e quindi al sistema di riduzione dei rischio. Nel caso di commercio fuori borsa di derivati, se compiuto da imprese che agiscono come utenti finali, i deputati chiedono che sia sottoposto a una regolamentazione meno restrittiva e rigorosa che tenga conto dei rischi specifici ai quali le aziende sono meno esposte rispetto ai grandi operatori del mercato e degli istituti finanziari.
Per ridurre i rischi e aumentare la trasparenza, si chiede anche il divieto delle transazioni speculative sui credit default swap e si spinge affinchè questi siano trattati da un sistema di controparti centrali di compensazione europeo.
La nuova legislazione dovrà includere, inoltre, norme sul divieto di eseguire operazioni su materie prime e prodotti agricoli con finalità meramente speculative e definire limiti rigorosi con riferimento alle transazioni di generi alimentari di prima necessità nei Paesi in via i sviluppo e alle quote di emissione del gas a effetto serra.

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