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Competitività
Podestà: oltre al “made in” serve la tracciabilità
27 Maggio 2010
Nome: Cristiana
Cognome: Muscardini
Gruppo Parlamentare: PPE
E-mail: cristiana.muscardini@europarl.europa.eu
Tag commercio, commercio internazionale, competitività, concorrenza, contraffazione, etichettatura, imprese, industria, regolamenti
Una delegazione della Commissione per il Commercio internazionale (Inta) del Parlamento europeo, capitanata dalla vicepresidente Cristiana Muscardini, si è confrontata con i vertici di alcuni rappresentanti dei settori industriali del Nord-Ovest, fra cui Fiat, Eni, Zegna, Rossetti, Tenaris.
Nel contesto della visita sul territorio italiano è stata ospitata dal presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, politico con una lunga militanza nel Parlamento europeo, di cui è stato anche vicepresidente.
In ordine alle tematiche più calde dei lavori della Commissione Inta, come la lotta alla contraffazione e l'introduzione del regolamento sulla provenienza dei beni commercializzati in Europa, Podestà ritiene che riguardino direttamente l'area della grande Milano, nella quale è ancora ben pulsante un'identità manifatturiera e produttiva.
Proprio in relazione al regolamento sul “made in”, la farraginosità del suo iter non sorprende Podestà: «dipende dalle diversità delle anime economico-produttive che compongono l'Europa - ha detto a Europarlamento24 -. Da una parte, in alcuni Paesi, ci sono i produttori, che hanno esigenze nette di regole a tutela del proprio lavoro e dei loro consumatori. È un sistema produttivo che alla base ha la necessità di informare. Dall'altra, in altri Paesi, tipicamente quelli nord europei, predominano interessi legati al commercio e alla finanza».
Noi italiani, per Podestà, siamo più attenti al sistema produttivo e pensiamo che si debba avere consumatori più consapevoli, grazie a informazioni complete. E il regolamento sul made in, per quanto sofferto, non sarà nemmeno un punto di arrivo: «serve anche avere la tracciabilità - ci ha detto Podestà - tanto più che oggi con l'attuale tecnologia informatica è facilissimo attuarla».
La crisi e la conseguente necessità di rafforzare le imprese europee, potrebbe aiutare a giungere rapidamente a un accordo per il regolamento? Podestà non si fa troppe illusioni: «da sola non basta. Serve che il Parlamento europeo sia più deciso, unito e capace di sfruttare a fondo le competenze che gli sono date dalla codecisione».
La Provincia di Milano è stata promotrice di un momento di promozione dell'imprenditoria giovanile, con il progetto Erasmus per giovani imprenditori nel contesto del recente Infoday. Ma quanto spazio concreto c'è per i giovani imprenditori?
Secondo Podestà «esistono difficoltà oggettive legate al reperimento delle risorse finanziarie. Ma c'è anche un aspetto positivo, e lo dico da imprenditore. Ci sono momenti storici in cui una persona capisce che può decidere per sé. A noi delle istituzioni sul territorio tocca il ruolo di premiare, sostenendo, chi imbocca questa strada. L'idea di Erasmus, poi, aprendo all'internazionalizzazione, va nella giusta direzione, quella dell'apertura. Cofinanziamento e partenariato sono le tradizionali e sane leve con cui si può incentivare l'azione di soggetti su più Paesi».
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