Agroindustry, Food & Health
Regolamentazioni
Prodotti alimentari, allo studio una regolamentazione europea
© Naj-Oleari
16 Marzo 2010
Nel corso degli ultimi anni si sono succedute numerose proposte di regolamentazione dell'etichettatura dei prodotti alimentari da parte dei membri della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, responsabile per la sicurezza e la tutela della salute dei consumatori. E finalmente è stata approvata una modifica al regolamento CE n. 1924/2006 sulla quale a fine maggio si dovrà esprimere il Parlamento.
Principale obiettivo di questa maratona di proposte ed emendamenti è un'armonizzazione della regolamentazione a livello europeo, per colmare il divario tra le singole normative nazionali.
Il concetto di "leggibilità"
Le etichette alimentari dovranno essere semplici e leggibili da parte di tutti;
ciò significa dover disciplinare il tipo di informazioni da inserire obbligatoriamente
e il loro formato ammissibile.
In discussione, quindi, non solo l'elenco degli elementi nutrizionali da inserire ma anche la loro presentazione grafica. Finora, infatti, la legislazione vigente parlava in modo vago di "leggibilità" senza, però, darne una definizione precisa.
Verranno chiariti i limiti ammissibili per la dimensione dei caratteri e il contrasto del testo con la proposta di criteri oggettivi e misurabili per la valutazione di questi aspetti. Non saranno invece ammesse indicazioni vaghe e non quantitative fuorvianti che mettano in risalto un nutriente rispetto ad altri, in quanto potrebbero influenzare erroneamente le scelte dei consumatori; inoltre, gli elementi nutrizionali dovrebbero essere tutti raccolti in un'unica tabella.
Luogo di provenienza
Particolare risalto è stato dato anche all'obbligo di indicazione
del luogo di provenienza di prodotti come carne, latticini, frutta e verdura;
l'obbligo dovrebbe essere esteso anche ai prodotti alimentari trasformati,
di cui dovrebbe essere comunicata l'origine degli ingredienti e il luogo
in cui è avvenuta l'ultima trasformazione. Difficile e impegnativa si è
rivelata la discussione sull'attribuzione delle responsabilità per i singoli
soggetti che intervengono in ogni fase della “supply chain” di un
prodotto.
Non è passata la proposta di contrassegnare gli alimenti con dei codici cromatici a "semaforo" a seconda del contenuto in sali, grassi o zuccheri; si è infatti ritenuto che questo provvedimento potrebbe erroneamente nuocere ad alcuni prodotti enogastronomici di pregio come l'olio d'oliva o il Parmigiano Reggiano (estremamente ricchi in grassi) che rappresentano, al contrario, il fiore all'occhiello di alcune regioni proprio dal punto di vista della qualità.
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