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Progetti europei di e-government: a buon fine ma in ritardo

Progetti europei di e-government: a buon fine ma in ritardo
Lo ha stabilito la Corte dei conti europea, con una relazione speciale sull'efficacia dei progetti sovvenzionati dal Fondo europeo di sviluppo regionale in Italia, Francia, Polonia e Spagna.

21 Ottobre 2011

Nell'e-government il sostegno dell'Ue controllato consiste nel cofinanziamento di progetti negli Stati membri.
Il controllo di gestione svolto dalla Corte dei conti europea (Cce) ha riguardato il periodo di programmazione 2000-2006 e quattro Stati membri: Italia, Francia, Polonia e Spagna.

Complessivamente hanno rappresentato una spesa di 3 miliardi di euro, che corrisponde al 45% della spesa del Fesr per progetti Ict.
L'audit della Cce ha inteso capire se i progetti cofinanziati sono stati selezionati in base a una valutazione delle esigenze, se sono stati realizzati come previsto e risultati utili e sostenibili.

La Corte ha concluso che nonostante la programmazione dell'e-Government a livello nazionale sia migliorata nel corso del periodo di programmazione, a causa delle debolezze delle strategie iniziali i progetti cofinanziati non si sono sempre focalizzati sulle esigenze prioritarie per lo sviluppo.

Benché le realizzazioni previste si siano in generale concretizzate, spesso hanno subito ritardi o una riduzione della portata, a causa di carenze di concezione o della mancanza di una metodologia di attuazione.
I progetti controllati nella maggior parte dei casi sono risultati tecnologicamente validi e le applicazioni informatiche sviluppate hanno fornito servizi elettronici agli organismi pubblici, ai cittadini e alle imprese.
In generale, i sistemi cofinanziati dal Fesr sono stati finanziariamente sostenibili.

Nella relazione la Cce formula raccomandazioni per la concezione dei futuri progetti di e Government o regimi similari: gli Stati membri dovrebbero, in primo luogo, elaborare strategie in materia di e Government che si basino sulle esigenze emerse, abbiano obiettivi chiari e attribuiscano responsabilità agli organismi che devono rispondere della realizzazione degli obiettivi.
Dovrebbero selezionare i progetti in base a una valutazione dei probabili costi e benefici.
La Cce chiede inoltre alla Commissione di assicurarsi che i progetti che beneficiano di finanziamenti del Fesr tengano conto dei principi e delle raccomandazioni che consentono l'interoperabilità transeuropea.

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