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Formazione
Programma Erasmus, un evergreen
25 Agosto 2010
Nel corso dell'anno accademico 2008/2009 tanti studenti hanno vinto una borsa di studio per recarsi in uno dei Paesi europei partecipanti al programma Erasmus.
In particolare, con un aumento del 3,4% rispetto all'anno precedente, sono circa 168.200 gli studenti che si sono recati nel Paese ospitante per un periodo di circa sei mesi spinti da motivi di studio.
Solo in due Paesi, Germania e Polonia, non si è rilevato un aumento mentre, in otto Paesi (Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Irlanda, Islanda, Liechtenstein e Regno Unito) si è registrata una diminuzione. I motivi sono legati principalmente al maggire ricorso agli stage presso le aziende, alla concorrenza dei Paesi extraeuropei e alla crisi economica.
Coloro che si sono recati all'estero per effettuare uno stage sono circa 30.400, il doppio rispetto all'anno precedente, e annoverano come motivazione principale la necessità di migliorare le proprie comptenze occupazionali grazie ad una formazione pratica (Eurobarometro 2009).
Per quanto concerne le mete, la maggior parte degli studenti preferisce la penisola spagnola, seguita da Francia e Germania.
La maggior parte degli studenti pronti a partire per un'esperienza unica nel suo genere sono principlamente francesi, tedeschi e spagnoli.
Non solo mobilità studentesca ma anche mobilità del personale degli istituti di istruzione superiore.
Il programma Erasmus ha finanziato oltre 36 mila scambi di personale, con un aumento del 13,6%.
In 28.600 casi, i docenti hanno ricevuto una borsa di studio e 7.700 sono i casi in cui il personale ha soggiornato in un altro Paese nel quadro di formazione presso imprese o istituti partner.
L'aumento dei partecipanti rispecchia un aumento del bilancio disponibile del 12% con un conseguente a un incremento della borsa annuale che da 255 è passata a 272.
Il programma Erasmus ha un ruolo strategico molto importante soprattutto in una prospettiva di lungo periodo.
Infatti, i partecipanti acquisiscono competenze che migliorano le opportunità lavorative future o le prospettive di carriera; il bagaglio culturale si riempie di nuove conoscenze, si migliorano le capacità di gestione, si rafforzano le attività di ricerca e si creano legami con nuove imprese
Tutto questo può contribuire alla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva che consente ai ragazzi di acquisire competenze e la giusta flessibilità per affrontare un contesto globale.
Per questo motivo, Androulla Vassiliou, commissaria europea responsabile per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù ha introdotto il progetto Youth in the move per ampliare questo successo europeo e trasformarlo in una opportunità per tutti. .
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