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Agenda digitale

Pubblicità e Tv via Web i nodi degli audiovisivi europei

La Commissione europea ha fatto una relazione sull'applicazione della direttiva servizi di media audiovisivi, che abbisogna di una rinfrescata.

07 Maggio 2012

La Commissione europea ha presentato una relazione sull'applicazione della direttiva servizi di media audiovisivi (Avmsd), che consente la libera circolazione dei contenuti audiovisivi perseguendo anche obiettivi didattici pubblici, come il divieto di incitamento all'odio, la protezione dei minori dai contenuti dannosi e la promozione di opere audiovisive europee.

I temi affrontati nella relazione sono le pratiche pubblicitarie e l’esigenza di ulteriori orientamenti in tema di Tv cosiddetta connessa (ossia quella che consente il collegamento a Internet).
A tal proposito, con il pieno consenso della vicepresidente Neelie Kroes, la Commissione necessita di organizzare una consultazione pubblica sulla Tv connessa nella seconda metà dell’anno e di aggiornare nel 2013 gli orientamenti stabiliti in materia di pubblicità televisiva.
Venticinque Stati membri hanno notificato il completo recepimento della direttiva nella rispettiva legislazione nazionale. Due, Polonia e Belgio, devono ancora farlo.

12 minuti allora per la pubblicità
Agli spot televisivi, pubblicitari e di televendita, si applica un tetto di dodici minuti per ora. Dalla relazione risulta che l'applicazione della regola ha fatto emergere formati pubblicitari differenti.
Per esempio in Spagna sono stati introdotti tipi di pubblicità televisiva diversi che non sono stati considerati spot dalle autorità spagnole.
Ma la Corte di giustizia ha dichiarato che tali tipologie costituiscono spot pubblicitari e devono pertanto essere calcolate in base alla regola dei dodici minuti.
La Commissione ha poi verificato le pratiche pubblicitarie in otto Stati membri stabilendo che il tetto dei dodici minuti per spot pubblicitari è pressoché regolarmente superato (agli Stati membri in questione sono state inviate lettere amministrative).

Tv ibrida oggi e domani
I servizi di televisione connessa esistono attualmente in Germania e in Italia e stanno per essere introdotti in Francia e nel Regno Unito. Sebbene gran parte dei televisori venduti sia collegabile, soltanto una percentuale dal 20% al 30% è effettivamente online.
Attualmente in Europa sono 47 milioni i dispositivi domestici collegati attivi, come apparecchi di televisione connessa, console di gioco, decoder autonomi (standalone Tv set-top box), lettori di compact disc Blu-ray e decoder per televisioni a pagamento.
Con l’accesso a internet veloce e con l’aumento dei dispositivi connessi e dei contenuti disponibili, si può prevedere che la Tv connessa avrà una crescita rapida nei prossimi anni.
Per garantire che i cittadini europei possano pienamente utilizzare questi nuovi servizi e abbiano un accesso di qualità alle opere audiovisive anche attraverso dispositivi connessi, e nel contempo che siano adeguatamente tutelati, la Commissione lancerà una consultazione pubblica in materia entro la fine del 2012.