In discussione a settembre
Quale futuro per i lavoratori in Europa
11 Agosto 2010
Tag imprese
Si tratta di un diritto esistente da quando la Comunità europea è stata istituita, nel 1957, e conferisce ai cittadini la possibilità di cercare lavoro in un altro Paese dell'Ue, di svolgervi un'attività professionale senza aver bisogno di un permesso di lavoro, di vivere in questo Paese e di restarvi anche se l'attività professionale dovesse venir meno e godere, in ogni caso, della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali per quanto riguarda l'occupazione e le condizioni di lavoro e qualsiasi altro vantaggio sociale e fiscale che possa agevolare l'inserimento.
Oggi tale diritto è inserito in un contesto più ampio sulla libera circolazione delle persone a determinate condizioni e per motivi di studio e per soggiornarvi da pensionato o comunque non necessariamente per esercitarvi una professione.
Si tratta di uno dei più importanti diritti che la legislazione comunitaria riconosce agli individui ed è elemento essenziale della cittadinanza euroepa.
Questo diritto conferisce ai familiari del lavoratori migranti il diritto di soggiornare con il lavoratore nel Paese ospitante e beneficiano della parità di trattamento per quanto riguarda ad esempio istruzione altri vantaggi sociali.
All'ordine del giorno c'è la proposta di codificare il regolamento 1612/68 del Consiglio del 15 octobre 1968 relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno della comunità. Il nuovo regolamento si sostituirà ai diversi atti che incorporerà, preservandone integralmente la sostanza.
Europarlamento24




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