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2020

Quote gratis anti-carbon leakage per l'industria europea

Quote gratis anti-carbon leakage per l'industria europea
Così si cerca di proteggere i produttori di pelle, concimi, carta, cartone, vetro, zucchero e alluminio. I settori non sottoposti a pericolo di delocalizzazione otterranno, invece, una dotazione di permessi che coprirà fino all'80% del benchmark.

energia24.com

02 Maggio 2011

La Commissione ha adottato una serie di nuove regole per definire l'assegnazione a titolo gratuito delle quote di emissioni di Co2 per il settore industriale dal 2013.

Anche se il principio fondamentale sarà l'assegnazione delle quote tramite asta, una parte sarà ancora data all'industria a titolo gratuito fino al 2020, in particolare per ridurre i costi dei settori ritenuti più esposti a una concorrenza significativa al di fuori dell'Ue.

Questi comparti sono stati individuati già nel 2009, tra cui ad esempio l'abbigliamento in pelle, la fabbricazione di concimi, carta e cartone, la produzione di zucchero e di materiali come alluminio e vetro.

La Ue teme infatti un rischio di "carbon leakage", il trasferimento di queste industrie fuori dell'Ue perché costrette ad affrontare la concorrenza delle industrie dei paesi extracomunitari, non soggetti ad analoghe restrizioni sulle emissioni di carbonio.

Più nel dettaglio, le installazioni in questi settori potranno ricevere quote gratuitamente fino al livello stabilito del benchmark (calcolato sul rendimento medio del 10% di impianti più efficienti) fino al 2020.

Gli impianti che non sono invece ritenuti a rischio di delocalizzazione, otterranno una dotazione di quote pari all'80% del benchmark nel 2013, che scenderà al 30% nel 2020.

La diminuzione delle quote a titolo gratuito sarà diversa a seconda del settore.
Dal 2013 le industrie europee potranno dunque colmare la propria distanza dal benchmark di riferimento ricevendo le quote a titolo gratuito, migliorando le loro prestazioni sulle emissioni oppure mediante l'acquisto di quote aggiuntive. Il numero dei permessi gratuiti sarà definito dalle autorità competenti degli Stati membri, che dovranno fin d'ora raccogliere i dati relativi alle attività di ogni impianto nel loro territorio e comunicarli entro il 30 settembre 2011 alla Commissione europea, che li verificherà prima della ripartizione finale delle quote.

Questa decisione è una tappa importante nel processo di riforma del mercato europeo del carbonio", ha affermato il commissario Ue al cambiamento climatico Connie Hedegaard, spiegando che la decisione proposta da Bruxelles ha raccolto il consenso anche degli stati membri e dell'Europarlamento.  "Gli indicatori individuati danno un'idea precisa di cosa sia possibile realizzare in ogni settore in materia di produzione a bassa intensità di carbonio, e favoriscono gli impianti più performanti sul piano delle emissioni" di C02, ha spiegato il commissario.

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