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Rifiuti elettronici
Raee in Europa: obiettivo 85% per il 2016
04 Febbraio 2011
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Tag ambiente, consumatori, industria
La relazione, approvata con 580 voti a favore, 37 contrari e 22 astensioni, introduce cambiamenti alla legislazione, cosi come proposta della Commissione, che saranno ora al vaglio del Consiglio e quindi potranno essere sottoposti a una seconda lettura parlamentare.
Per il relatore del provvedimento, Karl-Heinz Florenz, l'Europa non può più permettersi sprechi. Il Parlamento europeo ha pertanto inviato un chiaro segnale ad autorità pubbliche, produttori e consumatori: tutti devono fare la propria parte per garantire la raccolta e il riciclo di un quantità maggiore dei prodotti elettrici ed elettronici.
Il Parlamento afferma che gli Stati membri dovrebbero dal 2016, raccogliere l'85% dei rifiuti elettronici che producono. Per il 2012 i deputati propongono un obiettivo di 4 chilogrammi per abitante (come già previsto dalle regole in vigore) o in alternativa la quantità di rifiuti raccolta nel 2010, a seconda di quale delle due opzioni prevede la maggior quantità.
I deputati hanno chiesto un obiettivo di riciclo compreso fra il 50% e il 75% e uno di riutilizzazione del 5%.
Tutti i tipi di rifiuti elettrici ed elettronici dovrebbero essere inclusi nella nuova normativa, con eccezione di alcuni, inclusi in una lista collegata alla direttiva, come le grandi installazioni, l'equipaggiamento militare e i veicoli. Le apparecchiature fotovoltaiche dovrebbero essere esentate da tali obiettivi, poiché la loro gestione è affidata a professionisti ed è già regolata da target specifici.
Gli eurodeputati propongono di ridurre il numero delle categorie delle apparecchiature elettriche per semplificare gli obblighi che gravano sulle imprese, cosi come dovrebbero essere semplificate le procedure di registrazione.
I consumatori dovrebbero avere il diritto di disporre i rifiuti elettrici ed elettronici senza alcuna spesa in centri di raccolta appositi e quello di restituire, nel caso di oggetti non ingombranti, il rifiuto al punto di vendita.
Per quanto riguarda l'esportazione dei rifiuti nei paesi in via di sviluppo, oltre a sostenere la proposta della Commissione per ispezioni più severe sule navi, il Parlamento ha chiesto che l'esportatore abbia il peso della prova che i beni sono effettivamente riutilizzabili.
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