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Rapex: un prodotto pericoloso su due è cinese
08 Maggio 2012
Un processo che comporta una concatenazione di azioni con interventi a monte per eliminare, mediante soluzioni progettuali, i rischi alla fonte, una migliore valutazione dei rischi e una cooperazione tra le autorità doganali per identificare i rischi nei punti d'entrata.
Il sistema Rapex ha registrato un'evoluzione a partire dal 2004, quando la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti è stata recepita nelle legislazioni nazionali.
In base alla relazione 2011 si registra una migliore sorveglianza del mercato e una migliore attuazione della normativa sulla sicurezza dei prodotti a opera delle autorità nazionali e una maggiore attenzione per la qualità e l'utilità delle notifiche, con crescente cooperazione con le autorità doganali.
Da dove arrivano i prodotti pericolosi
Con più della metà delle notifiche Rapex la Cina rimane il primo paese che veicola prodotti pericolosi, ma si constata un calo dal 58% registrato nel 2010 al 54% del 2011.
Il 19% delle notifiche (293) hanno riguardato prodotti di origine europea.
Il 15% prodotti di altri paesi.
L'8% prodotti è di origine ignota.
I prodotti pericolosi di origine europea hanno fatto scattare 293 notifiche che interessavano tra l'altro 44 prodotti di origine francese (3%), 43 prodotti tedeschi (3%) e 32 prodotti italiani (2%).
I pericoli: indumenti, giocattoli, elettrici, cosmetici
Gli indumenti e i prodotti tessili sono stati i prodotti notificati più di frequente (423 notifiche riguardavano il rischio di soffocamento e di irritazione), seguiti dai giocattoli (324 notifiche essenzialmente per il rischio di soffocamento), i veicoli a motore (171 notifiche per il rischio di lesioni), le apparecchiature elettriche (153 notifiche per il rischio di folgorazione) e i cosmetici (104 notifiche per il rischio chimico) che complessivamente corrispondono al 74% di tutte le notifiche effettuate nel 2011 in merito a prodotti che presentano un grave rischio.
Ora serve intensificare la cooperazione con i paesi terzi, in particolare quella bilaterale con la Cina e quella trilaterale con gli Usa e la Cina e mettere a punto le proposte relative a un pacchetto legislativo globale sulla sicurezza dei prodotti e la sorveglianza del mercato.
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