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Regolamenti

Reach in pratica, i passi da seguire

Reach in pratica, i passi da seguire
Il 30 novembre è il termine fissato per la registrazione delle sostanze chimiche. L'obbligo riguarda produttori e importatori. Ma le imprese chiedono maggiore chiarezza.

Vincenzo Zaglio

01 Giugno 2010

A pochi mesi dalla prima scadenza prevista dal regolamento Reach, il mondo imprenditoriale e istituzionale europeo si interrogano sulle sfide e le prospettive.

Entro il 30 novembre, infatti, le imprese devono procedere alla registrazione delle sostanze chimiche ad elevato volume di produzione e delle sostanze ad alto rischio.

Reach è di notevole importanza per tutte le nostre imprese - ha spiegato Alberto Barcella, Presidente di Confindustria Lombardia - e sottolineo tutte. Sebbene Reach riguardi il settore chimico, infatti nessuna impresa manifatturiera si può dire esente, visto che Reach si ripercuote su tutta la filiera produttiva”.

Di fatto, produttori e importatori di sostanze chimiche devono documentare nei loro registri il loro sistema di gestione del rischio delle sostanze chimiche per poter continuare la produzione e la commercializzazione delle stesse. In ballo, ci sono circa 9.000 sostanze e l'impatto sull'intera economia non è da sottovalutare: la chimica rappresenta a livello europeo il terzo settore di occupazione

Essendo un regolamento, Reach si applica direttamente senza necessità di recepimento da parte degli Stati membri. La scadenza del 30 novembre è quindi stringente.

Il Director Contact Group
Per aiutare soprattutto le Pmi, è stato messo a punto un “Director Contact Group”, presieduto dalla Commissione Europea, che ha l'obiettivo di monitorare il livello di preparazione delle imprese in vista della scadenza di novembre.

L'idea di base è cercare soluzioni pratiche ai problemi incontrate dalle imprese nell'adempimento degli obblighi di registrazione. Il termine fissato è il 30 giugno (in tempo per influenzare il processo di registrazione).

Il gruppo è composto da rappresentanti della Commissione, dell'Echa (l'Agenzia europea per le sostanze chimiche con sede a Helsinki) e delle associazioni delle industrie.

Il punto di vista delle imprese
La questione non è semplice. “Sono numerose le difficoltà che le imprese stanno incontrando per adempiere al termine ultimo della registrazione” ha spiegato Giorgio Squinzi, Presidente di Federchimica, nonché Amministratore unico di Mapei. “Alle difficoltà burocratiche vanno infatti a sommarsi altri adempimenti quali il Clp (Classification Labeling and Packaging) con conseguenti investimenti in termini di risorse e denaro”.

Non solo, fermo restando che la “non registrazione significa essere tagliati fuori dal mercato” spiega Squinzi, un altro motivo di preoccupazione sono le imprese a valle che spesso non sono perfettamente a conoscenza della questione Reach. Gli utilizzatori finali devono assicurarsi che le sostanza vengono registrate dai loro fornitori. In caso contrario devono redigere il cosiddetto Chemical Safety Report con spese e oneri aggiuntivi. “Il processo è articolato e difficile da gestire - continua Squinzi-. Spesso i Chemical Safety Report non sono sufficienti e bisogna fornire informazioni aggiuntive a corredo”.

In altre parole - chiedono i ripresentanti delle imprese  - Reach deve essere “gestibile”, con un buon rapporto costi/benefici, nell'ottica di una “better regulation”.

In questo senso la Commissione e l'Echa stanno lavorando per fornire delle attività di sostegno alle Pmi. L'Echa ad esempio sta provvedendo a tradurre gli orientamenti e gli strumenti per Reach in tutte le lingue ufficiali dell'Ue, in modo particolare quelli relativi alla registrazione.

Si stanno poi organizzando seminari, workshop e documenti informativi per la diffusione delle best practice che si affiancano a un helpdesk che fornirà informazioni sul tema Reach e Clp. “Reach non deve essere vissuto come un regolamento punitivo, ma come un processo che sia in grado di coniugare competitività, aspetti sociali e ambientali”, ha tenuto a sottolineare Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea.

Il processo di registrazione in pratica
Come abbiamo accennato, il 30 novembre è la data ultima per la registrazione delle sostanze chimiche pericolose (oltre 1 tonnellata l'anno), delle sostanze molto tossiche per l'ambiente acquatico (oltre le 100 tonnellate l'anno) o delle sostanze prodotte o importate (oltre le 1.000 tonnellate l'anno).

Reach ha un diretto impatto su tutti i produttori o importatori di sostanze chimiche (solo questi soggetti sono obbligati a registrarsi), ma riguarda anche le imprese industriali che lavorano con questi soggetti.

Il produttore/importatore di sostanze chimiche deve trasmettere il fascicolo di registrazione all'Echa, tramite il software denominato Reach-It. Il fascicolo si compone di una parte comune (preparata insieme ad altri produttori/importatori della stessa sostanza) e da una parte individuale con le informazioni specifiche della società.

La parte comune è frutto di un lavoro condiviso all'interno del cosiddetto forum di scambio di informazioni sulla sostanza (Sief). Ogni Sief (attualmente sono 4.500 quelli attivi) nomina un capofila che trasmette il fascicolo comune e fa da punto di riferimento per gli altri membri. Ogni membro è coinvolto nella preparazione del fascicolo comune.

Le tasse di registrazione vengono corrisposte all'Echa e sono funzione del tonnellaggio e dalle dimensioni della società. L'importo da corrispondere dipende anche da quante società condividono i costi nell'ambito Sief.

Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito dell'Echa, presso le associazioni industriali, la rete Enterprise Europe Network e le camere di commercio.

Un buon punto di partenza è rappresentato dal Navigator che aiuta le imprese a capire quali sono i loro obblighi ai sensi del regolamento Reach.

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