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Regole tv più flessibili utili contro la crisi

Regole tv più flessibili utili contro la crisi
Il Commissario europeo per l'agenda digitale Neelie Kroes ha sottolineato come la metà dell'aumento di produttività sia da ascrivere al capitolo digitale. Pluralismo dei media e dialettica fra servizi pubblici e privati sono da tutelare. Pubblicità: bene il product placement.

Emanuele Bruno

06 Luglio 2010

Giornate importanti di incontri, resoconti e annunci per il settore dei media e delle Tlc in Europa e in Italia in particolare. Nel dibattito virtuale che ha coinvolto alcune delle istituzioni di riferimento, ha avuto un ruolo importante il commissario europeo per l'agenda digitale Neelie Kroes.

Nel convegno romano "Agenda europea del digitale: il piano d'azione europeo per la crescita e il benessere", la Kroes ha ricordato come «oltre il 50% della crescita di produttività registrata in Europa deriva dagli investimenti effettuati nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione», ma sottolineando per converso anche come il 30% degli Europei non abbia mai navigato su Internet.

L'Agenda europea del digitale nasce per colmare questo divario e sanare questa contraddizione, ma non è solo la Rete, il suo futuro e le sue dinamiche, a richiedere a tutti i player del mercato, sia sul fronte delle reti che su quello dei contenuti, di implementare l'innovazione.

Nel corso del Media Lounge event organizzato da Act, Egta, Wfa, Aer, Enpa, Epc, Faep al Parlamento europeo qualche giorno fa la Kroes ha affrontato anche un altro importante versante di sviluppo.
Difeso il principio del pluralismo dei media e definitolo come “non negoziabile”, il Commissario ha rimarcato come a livello televisivo l'equilibrio del sistema si fondi su una dialettica bilanciata tra servizio pubblico e tv commerciale, con una competizione sulla qualità dei contenuti che ora sempre di più chiama in causa anche la possibilità di distribuirli a pagamento.
Ago della bilancia, sempre di più, la qualità dei contenuti, l'unico vero strumento per garantire scelte reali ai consumatori.
In tema di pubblicità televisiva, la Kroes ha sottolineato come la direttiva sui servizi media audiovisivi abbia di molto alleggerito i carichi e gli obblighi in termini di affollamento, garantendo inoltre con l'introduzione del product placement nuove opportunità in una situazione in cui gli spot pubblicitari tradizionali stanno perdendo una parte del loro appeal.

La crisi della pubblicità ha costretto soprattutto la carta stampata a rivedere i propri modelli organizzativi e di business, ma anche alla tv, secondo la Kroes la transizione al digitale richiederà ripensamenti profondi e innovazione dei processi e dell'offerta.

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