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Telecomunicazioni
Reti di nuova generazione al centro dell'agenda digitale europea
04 Giugno 2010
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Il cammino deve portare a fare della Ue un mercato unico digitale, armonico e regolato. E poi il decollo accelerato delle Next Generation Network (Ngn) nei Paesi dell’Unione, il ruolo delle reti supeveloci nel favorire una crescita economica che non lasci indietro nessuno e che sia sostenibile, il coordinamento tra le singole iniziative nazionali, la necessità di riferirsi a regole condivise.
Saranno questi alcuni dei temi al centro di un atteso incontro di verifica che si terrà a Bruxelles il 23 settembre. L’appuntamento è quello con il “Digital Agenda Summit”, un evento organizzato dal Financial Times e da Etno, l’associazione degli operatori di reti di telecomunicazioni europei. Oltre al Commissario Ue per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes, saranno presenti anche alcuni dei personaggi di vertice dell’industria europea e sono già state annunciate, tra le altre, quelle di Franco Bernabè (Telecom Italia), Cesar Alierta (Telefonica) e Ben Verwaayen (Alcatel-Lucent).
Si tratta di far procedere speditamente l’ambizioso piano d’azione appena definito e una serie di nuovi pronunciamenti ufficiali suonano di buon auspicio. Qualche giorno fa il Consiglio dei ministri Ue di Trasporti, Tlc ed Energia ha approvato le conclusioni della Commissione confermando il valore strategico dell’Agenda nel quadro di un equilibrato sviluppo dell’economia europea.
Da un mercato unico digitale basato sulle reti Ngn non può che conseguire, secondo il Consiglio, un aumento della produttività, una maggiore capacità di attrarre investimenti, nuovi posti di lavoro. In gioco c’è anche un più complessivo discorso di innalzamento della competitività, ma anche dell’influenza politica oltre che economica dell’Europa.
Vale la pena ricordare come l’obiettivo dell’Agenda, entro il 2020, sia quello di garantire a tutti i cittadini velocità di connessione di 30 Mbps, con la metà delle famiglie abbonate a servizi da 100 Mbps o superiori. Il percorso di avvicinamento a questo risultato è lungo e ci sono una serie di nodi importanti da sciogliere.
Attualmente, solo l’1% degli europei dispone di connessioni in fibra, rispetto al 12% dei giapponesi e al 15% dei sudcoreani. Un aspetto essenziale è, come già osservato, quello delle regole. Ebbene, è previsto che esattamente tra un anno la Commissione acquisirà maggiori poteri in tema di definizione e imposizione di misure collettive, di concerto con le singole autorità nazionali e assieme al Berec (Body of European Regulators for Electronic Communications). Il nuovo organismo europeo dei regolatori per le comunicazioni elettroniche avrà presto una sede ufficiale a Riga, in Lettonia, e sarà operativo dal prossimo autunno.
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